Mercato

14 ottobre 2016 | 11:08

Dai nuovi strumenti didattici ai master internazionali via wi-fi. Sul nuovo numero di Class una guida per sfruttare al meglio le soluzioni che il digitale offre alla scuola

Cooperative learning, Byod (bring your own device), apprendimento peer-to-peer sono alcune delle nuove metodologie scolastiche che tutti, e soprattutto i genitori, devono imparare a conoscere e a maneggiare. E chi era abituato al ricordo della vecchia aula e della maestra alla cattedra, dovrà abituarsi all’innovativa Flipped classroom, la classe capovolta, che ribalta l’approccio didattico tradizionale grazie alle innovative soluzioni digitali.

Proprio la scuola digitale è il tema – molto attuale vista la riapertura delle scuole per il nuovo anno – approfondito del mensile Class il magazine-device per vivere bene l’era digitale, con una sezione dedicata ai nuovi modi di apprendimento, dalle elementari all’università, in Italia e nel mondo. Class, spiega la nota che accompagna il numero, ha dato voce ai protagonisti di un cambiamento che non è solo formale perché non si tratta solo di sostituire le vecchie lavagne con i moderni tablet ma di instaurare una modalità di apprendimento continuo, sempre connesso, come sottolinea Mark Zuckerberg, scelto come personaggio simbolo di questa trasformazione.

“Internet può fare moltissimo sul tema dell’educazione personalizzata e noi a Facebook stiamo elaborando un software con finalità educative perché gli studenti non imparano solo quando sono in classe, né non apprendono tutti alla stessa velocità e allo stesso modo”, spiega l’inventore di Facebook. “La rete può aiutarli a personalizzare i modi e le finalità dello studio e aprire la mente in chiave di progettazione del proprio futuro”.

Ma come tradurre in pratica quotidiana queste possibilità quando, ed è la maggioranza dei casi, alunni e studenti hanno un QD, Quoziente di Digitalizzazione, superiore a quello del corpo insegnante? “Evitare le censure tourt court. Consapevolezza che i ragazzi saranno sempre più bravi nell’uso del web. Partecipare al mondo digitalizzato dei minori”: sono alcuni dei suggerimenti che gli insegnanti intervistati da Class danno a se stessi e ai genitori per fare in modo che la potenzialità del digitale non si disperda, se va bene, nell’ultima versione di PokemGo o, peggio, nell’ennesimo caso di web-bullismo.

Dai banchi delle elementari ai master on line, tutto l’impianto educativo è sottoposto a una rivoluzione che va assecondata e al tempo stesso controllata perché, come sottolinea Danilo Iervolino, presidente di Pegaso, la prima università telematica italiana, “Ignorare il digitale vuol dire abdicare il futuro, rinunciare a coinvolgere i giovani i giovani un mondo che, piaccia o no, guarda alle professioni 3.0″.