18 ottobre 2016 | 18:00

Oggi Cda Rai in overbooking. Quattordici i punti all’ordine del giorno, dalla semestrale alla vicenda Istat, passando per l’analisi dei dati di ascolto dei Tg. E giovedì arrivano i primi dati sul canone versato con la bolletta di agosto

Un Cda Rai stracolmo di questioni da analizzare e su cui confrontarsi. Inizierà oggi alle 11 in Viale Mazzini e proseguirà nel pomeriggio nel tentativo di mandare in buca i 14 punti all’ordine del giorno, dalla semestrale alla delicata vicenda Istat, passando per l’analisi dei dati di ascolto dei Tg, per il nuovo step del piano informativo e per i palinsesti invernali che includono la programmazione che va da gennaio a marzo.

 

Nella foto da sinistra Antonio Campo Dall’Orto e Monica Maggioni (foto Olycom)

Secondo AdnKronos, oltre alla solita voce ‘ordini e contratti’,  i piatti forti non mancano, a partire dai conti consolidati al 30 giugno 2016 che saranno sul tavolo del consiglio proprio il giorno prima dell’arrivo dei dati sul canone versato con la bolletta di agosto.

La semestrale, comunque, non può tenere conto dei dati del canone per ovvie ragioni (i primi 70 euro dei cittadini comprensivi di 7 rate su 10 hanno cominciato a confluire nella bolletta elettrica a partire da luglio; l’ultima rata da 10 euro sarà nella bolletta di ottobre) ma chissà che il consiglio in queste ore non riceva qualche dritta sugli incassi da canone di agosto dalle compagnie elettriche, visto che domani si parla di risorse in Cda e che solo il 20 ottobre, quindi  dopodomani, il Tesoro incasserà il gettito da canone delle bollette
emesse ad agosto con scadenza a settembre.

Il canone pagato attraverso la bolletta viene, infatti, versato il mese successivo dalle compagnie elettriche al Tesoro che, a sua volta, lo versa alla Rai, una volta fatti i conti. Non si sa infatti precisamente quando questi soldi arriveranno alla Rai perché il Tesoro ha bisogno di tempo per sistemare i conti e trasferirli. Com’è noto 1,7 miliardi circa vanno dritti dritti alla Rai come lo scorso anno, mentre l’eventuale extragettito va per il 66% alla Rai (nel 2017 scende al 50%) e per il restante 33% (sale al 50% nel 2017) al fondo editoria cui attingono anche le tv locali (fino a 100 milioni) e al fondo per l’eliminazione della tassa sulla prima casa.

Un’analisi, quella sui conti, che diventa tanto più rilevante a fronte dell’imminente rinnovo della concessione. Un  rinnovo slittato al 31 gennaio grazie al ddl editoria che ha prorogato da ottobre a inizio 2017 il termine ultimo per affidare la nuova concessione, questa volta decennale, del servizio pubblico radiotelevisivo. Senza contare il conseguente nuovo contratto di servizio, da siglare con il ministero dello Sviluppo economico, che mette nero su bianco le attività che Rai deve svolgere per ottemperare agli obblighi di servizio pubblico. Il tutto a fronte del fatto che il canone diminuirà nel 2017 di 10 euro a testa per i contribuenti.

Ma non è l’unica questione seria e determinante per la vita dell’Azienda. Anche l’inserimento o meno nella lista Istat delle pubbliche amministrazioni potrebbe pesare sull’autonomia economia e gestionale di viale Mazzini. Su questo il Dg, nel precedente consiglio, ha assunto l’impegno a farsi carico della questione e domani presenterà al Cda diversi pareri giuridici che dovranno essere valutati per scegliere la strada più idonea a risolvere il problema che appare non solo nazionale ma europeo.

Dulcis in fundo la presentazione di Qualitel, l’indice di qualità percepita dei programmi della tv pubblica; l’analisi dei dati d’ascolto dei telegiornali Rai e il nuovo step del piano per l’offertainformativa che vede qualche consigliere guardingo sui tempi di attuazione del piano stesso. Ma è possibile che domani si valutino anche le domande di uscita anticipata di molti giornalisti, in vista della riforma della previdenza con il relativo innalzamento dell’età.

Rispetto a questo non è escluso che il Cda faccia un piano per capire a quanti giornalisti è possibile dare gli incentivi necessari all’uscita anticipata.