19 ottobre 2016 | 18:00

Tg1 in perfetto equilibrio nell’affrontare i temi del referendum, dice il direttore Orfeo in Vigilanza. Per il voto in fase di studio duelli e special di format già esistenti, confrontandoci quotidianamente anche con Verdelli. I vicedirettori? Scelti per continuità, valorizzando interni

Dalle nomine dei vicedirettori del Tg1, allo spazio riservato ai temi del referendum, passando per le trasmissioni che la rete ha in programma di realizzare per accompagnare gli italiani al voto e il ruolo di Carlo Verdelli. Questi i temi che Mario Orfeo, direttore del Tg1, ha affrontato durante la sua audizione in Commissione di Vigilanza svoltasi oggi. “In tutti i suoi notiziari e approfondimenti dedicati al referendum, siamo il tg che ha dato più spazio alla campagna referendaria, il Tg1 è riuscito ad essere in perfetto equilibrio”,ha esordito il direttore del Tg1 Mario Orfeo, citando anche i dati a riguardo dell’Osservatorio di Pavia diffusi proprio oggi dalla Rai.

Mario Orfeo (foto Olycom)

“Dal 28 settembre al 16 ottobre si rileva una quasi parità tra le posizioni del sì e del no nel tempo di parola, che è il parametro a cui anche l’Agcom dà la massima priorità: 46.2 punti per il sì, 44,6 per il no, che vuol dire che su 37 minuti e 31 secondi ci sono stati 36 secondi di differenza, nemmeno il farmacista con il bilancino… E mi dicono – ha sottolineato – che i dati dell’Autorità sarebbero addirittura migliori”.

Parlando dei programmi in fase di preparazione in attesa del voto del 4 dicembre, Orfeo ha detto: “Stiamo ragionando su otto serate in access prime time con duelli tra fronte del sì e fronte del no”. “Naturalmente questi duelli saranno organizzati in maniera omogenea”, ha spiegato: “un politico contro un politico, un costituzionalista contro un costituzionalista e un giornalista contro un giornalista”. “Poi ci saranno puntate speciali di format già esistenti, come Porta a Porta e altri”.

Per queste puntate speciali, ha spiegato ancora, “si sta lavorando con Verdelli”. Orfeo ha ribadito come con il direttore dell’offerta informativa Rai ci sia “un confronto quotidiano” su come organizzare questi appuntamenti e per dare copertura alle elezioni americane. “Verdelli lavora ed è utile a tutti noi”, ha aggiunto, “e lavora nel rispetto dell’autonomia dei direttori”.

“E’ chiaro a tutti che questi due mesi che mancano al referendum richiedono la massima attenzione da parte nostra. Noi abbiamo chiara la responsabilità che compete al principale tg italiano e a tutte le trasmissioni ricondotte sotto la testata e voglio impegnarmi affinché l’attenzione sia ai massimi livelli. Io mi auguro che ci riusciremo. Non sono proprio nuovo della Rai, ho fatto il direttore del Tg2 per due anni e del Tg1 per quattro anni”. “Devo dire che né la Vigilanza, né l’Agcom ha mai fatto un richiamo ufficiale. Questo spero sia di garanzia per quello che faremo da qui al 4 dicembre”.

“Più volte M5S ha presentato esposti e tutte le volte sono stati respinti”, ha poi aggiunto ribattendo alla deputata M5S, Dalia Nesci, che aveva elencato una serie di servizi a suo dire sbilanciati a favore del sì. Nesci non è stata l’unica esponente grillina con la quale Orfeo ha avuto oggi a che fare. Nel corso dell’audizione infatti il direttore è stato protagonista di un botta e risposta con Alberto Airola, capogruppo M5S in Commissione di Vigilanza, al termine del quale lo stesso Airola è andato via dall’aula della Commissione sbattendo la porta.

Infine anche un riferimento alla squadra dei vicedirettori “che sono passati da cinque a sei, tornando al vecchio numero”. Secondo Orfeo la “stella cometa è stata la continuità, la professionalità e il pluralismo, perché la scelta è caduta su colleghi autorevoli che già ricoprivano cariche di responsabilità, che facevano tutti parte della testata, in nome della valorizzazione delle risorse interne, e che rappresentano tutte le aree culturali e intellettuali del paese”.