20 ottobre 2016 | 16:53

Su Italia1 arriva ‘Gogglebox’, il programma che osserva chi guarda la tv. Non è un reality ma un fixed show, dice la direttrice della rete, Casarotto. Ci ispiriamo alle fiction

Sono i telespettatori i protagonisti di ‘Gogglebox’ il primo programma in Italia che ‘guarda chi guarda la tv’. Per la prima volta le telecamere entrano nei salotti degli italiani per raccontare come si comportano davanti al televisore, come commentano i programmi, cosa provano, i personaggi che amano oppure criticano, anche aspramente. Al debutto domenica 23 ottobre in seconda serata su Italia 1, il programma in sei puntate, realizzato da Stand By Me in esclusiva per Mediaset, arriva dalla Gran Bretagna ed è già stato realizzato in 30 Paesi del mondo.

Dodici i nuclei familiari o i gruppi di amici spiati mentre guardano la tv, tutti diversi per ceto sociale, cultura, origine e professione. L’obiettivo è quello di fare “un ritratto variegato dell’Italia”, ha spiegato alla presentazione del programma a Milano la direttrice di Italia 1 Laura Casarotto. Tra i protagonisti di ‘Gogglebox’ c’è anche una famiglia di origine congolese che vive a Roma, i Kalonda. Poi c’è la coppia formata da Fabio e Giulia, lei è una funeral planner, organizza funerali mentre lui è un grafico. Poi una coppia di amici formata da due preti, don Mario e don Donato. Tutti i protagonisti sono stati selezionati dopo oltre 3 mila provini. “Non si tratta di un reality show”, ha specificato Casarotto, “perché noi non provochiamo nulla ma è un fixed show. Un modello che si ispira alla fiction dove a fare la differenza sono una scrittura e un montaggio sapiente. Arriva in Italia un programma che è una perla, qualcosa di davvero originale”.

La presentazione del programma

Dietro le puntate di ‘Gogglebox’ ci sono ore e ore di girato, circa 500 alla settimana, poi montate e cucite con una sceneggiatura. I salotti di casa non sono trasformati in uno studio tv ma vengono lasciati come sono. Attorno ai protagonisti non ci sono operatori, che sono in un’altra stanza, c’è solo la presenza di due telecamere fisse ai lati del teleschermo. Una scelta che punta a fare emergere la spontaneità: “i protagonisti si comportano in modo autentico”, ha spiegato Simona Ercolani di Stand By Me. “Guardano la tv mentre mangiano, vestiti comodi e senza scarpe, come se non ci fossero le telecamere”.

Nessun conduttore ma una voce narrante accompagnerà gli spettatori nelle case dei protagonisti. In fase di montaggio la selezione per la scelta dei programmi è quella della rappresentazione dei generi televisivi, infatti i protagonisti guaderanno un po’ di tutto, dal reality show al telegiornale, fino al talk show.