21 ottobre 2016 | 16:44

La rinuncia a X Factor della band Jarvis suscita polemiche e curiosità. Non hanno firmato il contratto, dicono Sony e produzione. Ma il manager insinua: chiedetevi cosa ci sia negli accordi

Con gli Home Visit andati in onda ieri sera su Sky Uno e seguiti da poco più di 1,4 milioni di spettatori, le selezioni per scegliere i protagonisti della decima edizione di X Factor si sono chiuse. Con il giallo. Alla fine della puntata infatti, quando le squadre dei quattro giudici sembravano ormai formate, ecco il colpo di scena con la voce fuori campo di Alessandro Cattelan, che annuncia il ritiro dei Jarvis, una delle 3 band scelte da Alvaro Soler. “Motivi personali” dice il conduttore per spiegare la rinuncia che spiana la strada per il ritorno in gare della band veronese dei Soul System, inizialmente esclusa dal cantante spagnolo.

Caso Chiuso? No, almeno per il web, dove dai social è partito il tam tam per cercare di capire cosa ci sia sotto. E proprio dai social è arrivata una prima risposta con gli stessi Jarvis che in un post, poi rimosso, sul loro profilo Facebook hanno scritto: “Nessun motivo personale, faremo chiarezza sul perché ci è stato impedito di continuare”.

I componenti della band dei Jarvis

Tra le voci circolate, si parla di un contratto capestro ‘al buio’, per cinque album. Ma la Sony non ci sta e bolla la polemica come “pura speculazione”. “Tutto questo è paradossale”, ha dichiarato all’Ansa Andrea Rosi, presidente di Sony Italia. “Da sempre, a tutela della professionalità dello show e dei ragazzi che partecipano, ai 12 concorrenti che approdano ai live, non solo al vincitore, viene chiesto di firmare un contratto con noi. Regole precise e note a tutti, e uguali in tutti i Paesi in cui viene trasmesso X Factor”. “In 10 anni non si è mai lamentato nessuno. Se qualcuno non vuole firmare è libero di andarsene e i Jarvis semplicemente non hanno voluto sottoscrivere il contratto”. Secondo il regolamento previsto da Sony, la ‘prelazione’ sui giovani artisti scade a 45 giorni dalla fine della trasmissione. “Non imprigioniamo nessuno, chi vuole può rinunciare, ma senza strumentalizzazioni”, ha concluso.

Sulla vicenda si è espresso anche Larsen Premoli, manager della boy band milanese, smentendo quanti sulla rete avevano parlato della presenza di un altro contratto discografico che di fatto poteva impedirne la partecipazione al talent. “Ho seguito e sostenuto un progetto musicale da settembre dello scorso anno fino a quest’estate senza alcun vincolo contrattuale discografico o di altra natura e senza alcun ritorno economico”, ha scritto su Facebook. “A differenza di quanto riportato, non ci sono e non sono mai esistiti contratti discografici”. Premoli ha poi spiegato di aver accettato di rappresentare i Jarvis in qualità di manager solo per permettergli di partecipare a X Factor in quanto “un articolo del contratto di partecipazione dichiara che, laddove non si abbia in essere un contratto manageriale, se ne dovrà sottoscrivere uno con la casa di produzione televisiva”.

“Non cercate un ‘altro diverso interesse in corso’ nel perché quattro ragazzi decidono di rifiutarsi di firmare un contratto di Sony”, ha scritto. “Chiedetevi piuttosto che cosa c’è scritto li dentro per cui una persona prendendone atto decida di rifiutarlo anche a fronte di un’esclusione da un format tv che ti voleva dentro”.

Nel frattempo anche Sky e Fremantle Media Italia sono intervenute sull’argomento. “I Jarvis si sono ritirati dopo aver deciso di non firmare il contratto per accedere ai Live di X Factor”, hanno scritto gli amministratori di ‘X Factor Italia’ sui social, specificando che si tratta di un “contratto standard per tutti i paesi in cui X Factor viene prodotto e per tutte le edizioni andate in onda”. ”Assoluta regolarità e trasparenza dello svolgimento della gara, nel pieno rispetto del regolamento”, la risposta della casa di produzione dello show. ”Tutti coloro che accedono alle audition sottoscrivono liberamente un impegno a firmare con Fremantle e Sony i contratti previsti dal regolamento come condizione essenziale per la partecipazione alla fase live della gara. Si tratta di contratti utilizzati in tutte le edizioni di X Factor del mondo che garantiscono la piena tutela degli artisti”, sottolinea Fremantle. ”Sono numerosi i big della musica nazionale e internazionale che sono emersi grazie a X Factor senza subire alcun danno né limitazione nelle loro carriere, ma anzi utilizzando al meglio le potenzialità di successo garantite dallo show. FremantleMedia Italia S.p.A. si riserva il diritto di agire in tutte le sedi opportune per tutelare l’immagine del programma dagli attacchi strumentali di chiunque cerchi in tal modo di ottenere visibilità a buon mercato”.