24 ottobre 2016 | 10:50

AT&T compra Time Warner per 85,4 miliardi di dollari. I dubbi della politica sull’accordo, con Trump che parla di fusione che minaccia la democrazia e i democratici Kaine e Clinton che chiedono un esame attento da parte delle autorità

AT&T ha acquistato Time Warner Cable per 85,4 miliardi di dollari. L’accordo, annunciato domenica, prevede che AT&T paghi 107,5 dollari per azione per il gruppo editoriale, per la metà in contanti e per la metà in azioni, ed è destinato a trasformare la compagnia telefonica in un conglomerato dei media e delle reti di telecomunicazioni, grazie all’unione con il gruppo proprietario di reti televisive come la Cnn e Hbo, e degli studios di Hollywood, Warner Bros.

Per Time Warner, l’accordo rappresenta una vittoria per l’attuale amministratore delegato Jeff Bewkes, oggetto di aspre critiche dopo aver rifiutato due anni fa l’offerta da 85 dollari per azione di 21 Century Fox, mentre per AT&T, già protagonista un anno fa della mega-acquisizione di DirecTv da oltre 45 miliardi di dollari, la transazione porta a creare un colosso capace di realizzare le previsioni di molti esperti su un comparto delle telecomunicazioni destinato sempre più a integrarsi con i produttori di contenuti per veicolarli tramite le diverse reti a consumatori sempre più propensi a fruire di nuovi sistemi di informazione.

Randall Stephenson, amministratore delegato di At&t

“E’ l’unione perfetta che può tradursi in un nuovo approccio su come l’industria dei media e delle telecomunicazioni funziona”, ha affermato Randall Stephenson, amministratore delegato di At&t, destinato secondo le indiscrezioni ad assumere la guida del colosso.

“E’ un gran giorno per i nostri azionisti”, mette in evidenza il numero uno di Time Warner, Jeff Bewkes. La cifra ottenuta e’ superiore alle attese di Time Warner che, incluso il debito, chiedeva 100 miliardi di dollari. E superiore a quanto messo due anni fa sul piatto da Rupert Murdoch, che aveva proposto 85 dollari per azione. L’accordo, secondo indiscrezioni, prevede una clausola con cui Time Warner si impegna a pagare 1,7 miliardi di dollari nel caso in cui ricevesse e accettasse un’offerta rivale.

La fusione rappresenta il più ambizioso progetto di integrazione tra contenuti e reti di distribuzione nei settori dei media e delle telecomunicazioni dall’acquisto di NBCUniversal da parte di Comcast, e apre di fatto una nuova era nel settore media, lanciando anche una possibile nuova ondata di acquisizioni, viste le trattative per una fusione fra Viacom e Cbs, che potrebbe chiudersi entro l’anno. E l’attenzione delle società hi tech a caccia i contenuti per i loro nuovi servizi e per sfidare big come Netflix e Amazon, come confermato anche dall’accordo fra Cbs e Google, che si appresta a lanciare una nuova web tv su YouTube, o l’interesse manifestato da Apple sempre per Time Warner.

La palla passa ora all’esame delle autorità antitrust che saranno chiamate a valutare l’accordo, con le due società che sperano di ottenere il via libera prima della fine del 2017. Ma la strada non sarà facile, soprattutto in un anno elettorale. Donald Trump, il candidato repubblicano nella corsa alla Casa Bianca, ha detto che una sua amministrazione non approverebbe un tale accordo, così come non doveva essere approvato quello fra Comcast e NBCUniversal. ”Accordi di questo genere minacciano la democrazia”, ha detto il tycoon. Gli stessi dubbi sono stati espressi anche da Tim Kaine, il candidato alla vice presidenza di Hillary Clinton. ”Condivido i timori” ha affermato Kaine. ”Una minore concentrazione ritengo sia generalmente positiva, soprattutto nei media. L’operazione è stata appena annunciata e non ho avuto modo di esaminarla in dettaglio, ma ci sono molte domande che richiedono risposte”. Una posizione questa ribadita anche dalla stessa Clinton che ha sottolineato come le autorità competenti dovranno esaminare da ”vicino” e con attenzione la fusione.

Time Warner, ha comunque rassicurato l’ad di At&t Stephenson, continuerà a operare come opera oggi e Cnn resterà completamente indipendente dal punto di vista editoriale. La fusione, ha poi aggiunto, non riduce la concorrenza e, dal suo punto di vista, non elimina nessuna società rivale.