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25 ottobre 2016 | 15:59

Discovery Communications avvia il Progetto C.A.T. per salvare le tigri. In collaborazione con Wwf

Discovery Communications ha annunciato una collaborazione storica con il World Wildlife Fund (WWF), attraverso cui finanzierà e aiuterà a conservare 400mila ettari di habitat protetto, in India e Bhutan, per tutelare e aumentare la popolazione delle tigri selvatiche.

“Il movimento globale per la protezione delle tigri è diventato più forte di 1milione di acri” afferma David Zaslav, Presidente e AD di Discovery Communications “Discovery è un’azienda con uno scopo concreto, per più di 30 anni ha inviato le telecamere in ogni angolo del globo, da PLANET EARTH a RACING EXTINCTION, documentando e ispirando il pubblico con la bellezza e lo splendore del nostro pianeta. Purtroppo, le nostre telecamere hanno anche immortalato la fragilità di molte aree del mondo e dei suoi animali. Oggi però ci spingiamo più in là, oltre l’obiettivo della telecamera, per proteggere una delle specie più emblematiche e a rischio. Non lasceremo che questi meravigliosi animali scompaiano dal mondo sotto ai nostri occhi. Daremo voce a questa affascinante causa e la amplificheremo attraverso i nostri marchi e le nostre piattaforme globali con lo scopo di raddoppiare entro il 2022 la popolazione di tigri selvatiche”.

 Progetto  C.A.T. di Discovery Communications

Progetto C.A.T. di Discovery Communications

Secondo il comunicato stampa del gruppo, nell’ultimo secolo, a causa della perdita di habitat e dell’intensa attività di bracconaggio, la popolazione delle tigri selvatiche è incredibilmente calata del 96%, scendendo al di sotto dei 4.000 esemplari allo stato brado. Solo fornendogli del cibo, degli ampi spazi in cui vivere e proteggendoli dal bracconaggio questi esemplari possono sopravvivere.

Gli sforzi del WWF prevedono anche la conservazione di altre riserve per le tigri, in tutti i 13 Paesi abitati da questi animali, con analisi scientifiche e monitoraggi rigorosi delle tigri e delle loro prede, nonché il sostegno e la sensibilizzazione a favore della conservazione di questa specie e per l’eliminazione del commercio illegale di animali selvatici in tutto il mondo.

“Per la prima volta da un secolo, la popolazione di tigri sta aumentando” afferma Carte Roberts, presidente e AD del World Wildlife Fund (WWF) “Questi numeri riflettono lo straordinario impegno dei leader regionali e dei più importanti filantropi a favore del raddoppio della popolazione delle tigri allo stato brado. Abbiamo bisogno di un ulteriore slancio per raggiungere questi obiettivi. La dedizione di Discovery alla conservazione e la sua incredibile diffusione possono solo ispirare altri ad unirsi alla causa”.

La sponsorizzazione di Discovery di questo territorio transfrontaliero, in cui il WWF è partner per la conservazione insieme ai governi di India e Bhutan, consentirà alle guardie forestali di monitorare più da vicino lo stato di salute e altri dati scientifici, di prendere ulteriori misure anti-bracconaggio e di conservare i terreni e i corridoi con lo scopo di migliorare gli spostamenti di tutti gli animali selvatici.

Lo sforzo per raddoppiare le tigri, una specie al vertice della catena alimentare, proteggerà altri animali a rischio e favorirà un sistema sano.

Oltre a sponsorizzare l’habitat, Discovery sfrutterà le sue formidabili capacità creative e la sua ineguagliabile distribuzione di canali multipiattaforma globale per raggiungere i 3miliardi di spettatori totali a livello mondiale e sensibilizzarli a supporto dell’obiettivo Tx2 del WWF, lanciato nel 2010, che mira a raddoppiare la popolazione di tigri selvatiche in tutto il mondo entro il 2022, il prossimo Anno della tigre.

Discovery creerà pubblicità progresso e contenuti originali all’interno dei programmi che rientrano nel Progetto C.A.T. per sensibilizzare e incoraggiare gli spettatori in tutto il mondo a intervenire a sostegno delle tigri selvatiche.
Rafforzando il proprio impegno, Discovery ha iniziato a sviluppare un nuovo documentario sulle tigri firmato da Orlando von Einsiedel, il produttore del film candidato all’Oscar 2015 VIRUNGA, che sarà trasmesso su Discovery Channel in tutto il mondo nel 2018.

Per 30 anni, l’intrattenimento e i documentari sul campo di Discovery hanno raccontato le meraviglie della natura e degli animali selvatici. Oggi, molti di questi progetti hanno subito l’impatto del deterioramento ambientale:
“ICEBERG ALLEY”, il primo programma trasmesso da Discovery Channel nel 1985 sulle gelide acque dell’Atlantico settentrionale, ha assistito alla perdita di migliaia di miliardi di tonnellate di ghiaccio dalla calotta della Groenlandia. Nel 2008, gli orsi polari sono stati inseriti tra le specie a rischio a causa della perdita di ghiaccio.
“THE CROCODILE HUNTER”, la serie simbolo di Animal Planet che ha seguito, spesso sott’acqua, Steve Irwin attraverso il regno degli animali selvatici australiani. Ora deve affrontare il deterioramento della Grande barriera corallina con la perdita di metà del corallo.
“SHARK WEEK”, la settimana di programmazione simbolo di Discovery Channel, si scontra con l’uccisione illegale di 75 milioni di squali all’anno, principalmente a causa della richiesta di zuppa di pinne di squalo. Quest’anno Discovery ha avviato una collaborazione con Oceana e ha incoraggiato gli spettatori a inviare lettere ai legislatori al fine di supportare la Legge per l’eliminazione del commercio di pinne di squalo, volta a vietare negli Stati Uniti l’acquisto e la vendita di prodotti derivati dalle loro pinne.
“RACING EXTINCTION”, trasmessa lo scorso dicembre in 24 ore in oltre 220 Paesi e territori, ha dato un’ampia panoramica delle specie a rischio e ha invitato gli spettatori a intervenire per invertire il loro declino e il cambiamento climatico.