26 ottobre 2016 | 12:22

Scalare Rcs è stato più facile che affrontare le salite del Giro d’Italia, dice il presidente e ad Cairo alla presentazione della Corsa Rosa. Trattative in corsa per la vendita dei diritti tv: c’è molto interesse, a breve definiremo tutto

“Da bambino speravo di essere come loro. Quelle salite erano troppo pesanti… era più facile scalare la Rizzoli”. A dirlo il presidente di Rcs, Urbano Cairo, parlando dei campioni di ciclismo della sua infanzia, intervenendo, il 25 ottobre, alla presentazione delle tappe del Giro d’Italia, in partenza il prossimo 5 maggio da Alghero con arrivo a Milano domenica 28. Un’edizione, quella del centenario, che si presenta particolarmente impegnativa, con arrivo a quasi duemila metri sull’Etna, già alla 4° tappa, quello a 1.655 metri sul massiccio abruzzese del Blockhaus alla 9° e le scalate alpine della 16° tappa, Rovetta-Bormio, con due vette sopra i 2.500 metri.

Urbano Cairo

Ma se il tragitto è stato ben tracciato, con gli apprezzamenti anche dallo stesso Cairo che ha definito il Giro “molto bello, perché tocca un po’ tutte le regioni italiane, incluse le isole e torna in posti della memoria di Coppi, Bartali, Gimondi, Pantani”, ancora in evoluzione è invece la questione dei diritti tv per la corsa organizzata da Rcs Sport e ‘La Gazzetta dello Sport’. “Vediamo, stiamo trattando. Non è ancora definito, abbiamo un po’ di trattative in essere, in tempi ragionevolmente brevi definiremo tutto”, ha risposto Cairo a chi domandava se sarà ancora la Rai a trasmetterla. “Non c’è fretta, siamo a ottobre e il giro è a maggio”, ha spiegato l’editore, sottolineando che ci sono “diverse cose in ballo”. “Stiamo negoziando, c’è molto interesse. Ci sono trattative in essere”. Il contratto sarà almeno il doppio? “Di queste cose non parlo”.