26 ottobre 2016 | 17:39

Accontentare tutti è difficile e con le novità si corrono rischi. Ma l’innovazione è necessaria per sopravvivere, dice al ‘Messaggero’ la direttrice di Rai2, Ilaria Dallatana. Il futuro? Mi piacerebbe rivedere Arbore sulla rete

“Questa spinta all’innovazione è stata una richiesta chiara ed esplicita della direzione generale che io ho interpretato come essenziale per sopravvivere”. A dirlo la direttrice di Rai2, Ilaria Dallatana. Intervistata oggi dal’Messaggero’, la Dallatana ha parlato dei nuovi programmi lanciati, delle difficoltà incontrate in termini di ascolti e dei suoi progetti per il futuro  della rete. A cominciare dal suo desiderio nemmeno troppo celato di rivedere Renzo Arbore sul canale: “A chi non piacerebbe lavorare con lui? Lo trovo un professionista di straordinaria capacità ed entusiasmo. È giovane e ti fa sentire giovane. Stiamo pensando a delle cose che in realtà neanche lui sa. Sono ancora nella mia testa”.

Ilaria Dallatana (foto Olycom)

“Non ho cambiato moltissimo”, dice Dallatana parlando delle novità inserite nel palinsesto. Ho consolidato il daytime, dando più tempo al programma della Balivo, che resta un gioiellino anche in prospettiva. In prima serata di nuovo ci sono due programmi: questa sorta di joint venture con Michele Santoro, che tornerà a dicembre, e Nemo, la trasmissione più innovativa in assoluto”. “Era uno dei nomi su cui mi piaceva declinare l’informazione”, dice parlando di Santoro, ammettendo che prima del suo arrivo a Viale Mazzini lo stesso giornalista aveva stabilito dei contatti con la rete. Per quanto riguarda invece il programma con alla guida Valentina Petrini ed Enrico Lucci spiega: “quando rompi i canoni classici non è mai facile, anche perchè Nemo non è un tal, i filmati non vengono lanciati come fanno le Iene”. “La fascia tra i 25 e i 44 anni è quella in testa agli ascolti”, aggiunge: “Ottimo, anche perché non va dimenticato che il target leader nei programmi di informazione è la over 60. Tuttavia il programma deve trovare il suo pubblico. Lo stiamo migliorando con delle piccole varianti”. Non escluso poi nemmeno uno spostamento per ‘Sunday Tabloid’, portandolo dalla domenica alla seconda serata.

“La Rai può avere problemi nella velocità di mettere in atto le cose, in quanto siamo soggetti a uno statuto che crea un sacco di impedimenti. Tra tutte le tv di stato siamo i più burocratizzati e questa è una cosa che la Rai subisce”, dice ancora parlando in generale delle difficoltà che può incontrare il servizio Pubblico. “Le difficoltà si incontrano perché si deve garantire il tipo di copertura di ascolti e con le novità si rischia”, aggiunge. “Non sempre si fa subito breccia e quindi devi sostenere l’onda d’urto che ti viene da fuori e non da dentro”. “Accontentare tante teste diverse non è semplice”, conclude, “Ma se non butti dentro qualcosa di nuovo sei morto”.