Protagonisti del mese

27 ottobre 2016 | 14:35

Fuga verso la pensione

La riforma che innalza età e requisiti svuoterà le redazioni? Per chi li ha già non c’è fretta, assicura la presidente Marina Macelloni. Molti poi, nonostante la crisi, si opporranno al contributo di solidarietà

Nelle redazioni dei giornali la chiamano ‘sindrome da grande esodo’. Da quando il consiglio di amministrazione dell’Inpgi ha approvato all’unanimità la riforma previdenziale e contributiva, modificando in senso restrittivo i requisiti di accesso alla pensione di vecchiaia e di anzianità, è scoppiato il panico. Molti giornalisti, quelli che hanno maturato il diritto alla pensione, hanno pensato alla grande fuga prima del diluvio. E gli editori, guardando con preoccupazione quello che sta accadendo, vivono con il timore che d’improvviso la fuga degli anziani, che di solito sono le colonne portanti dei giornali, porti a uno svuotamento delle redazioni e dei desk. Il panico è alimentato poi da un altro punto della riforma: ai pensionati verrà chiesto un contributo finanziario per far fronte alla crisi della durata di tre anni con percentuali crescenti in base alle diverse fasce di reddito. Gli unici che saranno esentati dal prelievo saranno quei giornalisti con un reddito lordo inferiore ai 38mila euro. Questo annuncio ha scatenato le ire di centinaia di giornalisti che accusano l’Inpgi di aver varato una norma incostituzionale e si apprestano a gettare sul tavolo dei giudici una valanga di ricorsi. Insomma, un terremoto che comunque vadano le cose muterà radicalmente il mercato del lavoro giornalistico.

Marina Macelloni

I conti dell’istituto. È giustificato il panico di questi giorni, ci sarà davvero un esodo verso la pensione e uno svuotamento delle redazioni? Marina Macelloni, presidente dell’Inpgi, getta acqua sul fuoco: “Non c’è nessun allarme fuga. E se ci fosse non sarebbe giustificato. La riforma entrerà in vigore, se i ministeri vigilanti la approveranno, il 1° gennaio 2017: tutti coloro che entro il 31 dicembre 2016 avranno maturato i requisiti previsti dalla normativa precedente potranno continuare ad accedere ai trattamenti pensionistici di vecchiaia, anzianità e anzianità anticipata con abbattimenti, in qualsiasi momento anche successivo all’entrata in vigore dei nuovi requisiti. Non è necessario quindi affrettarsi ad andare in pensione entro la fine dell’anno, lo si potrà fare in qualsiasi momento facendo valere i requisiti maturati entro la fine di quest’anno”.
Ma perché il consiglio di amministrazione dell’Inpgi ha varato misure così drastiche? Lo stato di salute dell’Inpgi è davvero malandato? “La crisi dell’editoria”, spiega Marina Macelloni, “ha avuto un impatto molto pesante sui bilanci dell’Inpgi. Un anno fa avevamo proposto ai ministeri competenti una riforma più tenue ma loro ce l’hanno in parte bocciata e ci hanno chiesto misure più drastiche per riportare l’istituto in salute”.

L’articolo è sul mensile Prima Comunicazione n. 476 – Ottobre 2016

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