Protagonisti del mese

27 ottobre 2016 | 14:41

La Bbc, secondo Theresa May

Dopo Brexit e nonostante toni concilianti, anche la riforma del servizio pubblico muta aspetto: pubblicità dei compensi per accarezzare gli umori anti elitari, verifica stringente
delle spese e nuova governance. E c’è un caso Emmott

A pochi mesi dal referendum su Brexit, il quadro politico nel Regno Unito è così cambiato che il Paese sembra irriconoscibile. La nuova premier Theresa May ha dato forti segnali di discontinuità rispetto al governo Cameron e la sensazione diffusa è che le sorprese maggiori debbano ancora arrivare. Sul fronte del rinnovo del contratto di servizio con la Bbc, il governo May non ha però introdotto novità sostanziali rispetto alla proposta presentata a maggio, poco prima del voto (vedi Prima n. 472).
Certo, il suo promotore John Whittingdale è caduto vittima del rimpasto di governo ed è stato mandato a casa. Era uno dei ministri più attivi e controversi del secondo governo Cameron, conservatore di destra, critico dichiarato della Bbc e aveva fatto tesoro della sua indiscussa competenza nel settore dei media e del clima politico favorevole per presentare una riforma profonda del servizio pubblico. Ma era, evidentemente, un ingovernabile: una possibile grana in più per il governo May, già alle prese con la gigantesca incognita dell’uscita dall’Unione europea. A sostituirlo May ha chiamato infatti una figura di peso molto minore, Karen Bradley, 46 anni, parlamentare dal 2010, sconosciuta al mondo della cultura e dei media, con un passato da commercialista. I suoi meriti? La fedeltà politica. Bradley ha fatto carriera al ministero degli Interni di cui May è stata titolare per sei anni e del primo ministro sembra condividere l’impostazione: testa bassa e niente rapporti con i media.

Theresa May (foto Olycom)

Nominata a luglio, la nuova ministra ha lavorato in silenzio e il 15 settembre scorso ha licenziato ufficialmente la bozza definitiva del contratto di servizio, che ha quindi cominciato l’iter parlamentare che dovrà essere completato entro dicembre.

Una dichiarazione conciliante ha accompagnato questo passaggio: “La Bbc produce una programmazione di altissimo livello, ammirata e rispettata da milioni di persone in tutto il mondo. Il prossimo contratto di servizio le consentirà di adattarsi ai cambiamenti del mondo digitale e di avere successo anche in futuro. Dalla pubblicazione del White Paper abbiamo fatto progressi considerevoli e trovato un accordo con la Bbc su diversi temi, con particolare riguardo all’area della trasparenza, dell’equidistanza e dell’indipendenza dell’emittente. Gli abbonati hanno il diritto di sapere dove finiscono i loro soldi. Una maggiore trasparenza renderà possibile il risparmio di risorse da investire in programmi ancora migliori”.

L’articolo è sul mensile Prima Comunicazione n. 476 – Ottobre 2016

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