27 ottobre 2016 | 18:00

Rtl 102.5 lancia Radio Freccia in streaming, Dab, dtt e dalla settimana prossima anche in Fm. Con la concessione nazionale acquistata da Radio Padania? “No comment, a breve chiariremo tutto”, dice l’editore

Roberto Borghi – Lorenzo Suraci, editore e presidente di RtlL 102.5 il più seguito network nazionale, lancia la nuova emittente Radio Freccia. E lo fa, dicono nella sede di Cologno Monzese, sul web (www.radiofreccia.net) , sul Dab, sul canale 258 del digitale terrestre e dalla prossima settimana in Fm. I contenuti di questa nuova stazione non sono ancora noti perchè l’unica indicazione trapelata è che farà” rivivere l’indimenticabile stagione della radio libera degli anni ‘70″. 

L’operazione suscita grande interesse da parte di stampa e operatori del comparto perchè sono ancora caldissime le polemiche (e le ironie) suscitate dall’acquisto da parte di Suraci – o meglio di un’associazione appena costituita riconducibile al gruppo – della concessione nazionale di Radio Padania.  Su quali frequenze verrà quindi attivata la neonata Radio Freccia? Contattato da Prima Comunicazione, l’editore non commenta e fa sapere che tra un mese circa sarà organizzata una conferenza stampa dove sarà chiarito tutto.

Il logo di Radio Freccia

Il logo di Radio Freccia

Nel frattempo Radio Freccia – che ha scelto il claim ‘Libera come noi’ – si presenta come “un vivaio, un laboratorio per rilanciare nuove idee, un’accademia del mezzo per poterlo rifondare con nuove energie e nuove idee, per portare on air oggi nel 2016 l’indimenticabile esperienza delle radio libere. La scelta del nome è infatti un omaggio al film di Luciano Ligabue che ha ben raccontato questa fantastica stagione.

“Ho deciso di dare vita a Radiofreccia – dichiara Lorenzo Suraci – perché avevo voglia di rock e di una radio con uno spirito libero come me e che assomigliasse alla radio di una volta. Questo entusiasmo mi ha portato ad investire nel progetto con energia, tempo, passione e l’aiuto di tanti amici che hanno fatto la storia della radio libera e che continuano a farla e a crederci ancora oggi”.

 

Lorenzo Suraci (foto Olycom)