02 novembre 2016 | 17:03

Il tetto agli stipendi in Rai va applicato a tutti, star e conduttori compresi, dice il presidente della Commissione di Vigilanza Fico. Politics? Non ha centrato l’obiettivo dell’innovazione. Era meglio Ballarò

“Il tetto agli stipendi va applicato a tutti, anche a star e conduttori. Sarebbe stupendo se lo si facesse”. A dirlo il presidente della commissione di Vigilanza, Roberto Fico, a Un giorno da pecora su Radio1. “In una tv pubblica cerchiamo di rimanere in uno standard normale”, ha spiegato. “Il dg guadagna 650 mila euro, ma ora, dopo le nuove norme approvate anche grazie alla pressione di M5S, si dovrà abbassare lo stipendio”. Fabio Fazio? Antonella Clerici? Bruno Vespa? “Tutti a 240″, ha ribadito.

Roberto Fico (foto Olycom)

Secondo Fico “ci si fa un nome lavorando in Rai, poi si può andare anche sul mercato. Uno può anche scegliere di non andare a lavorare in Rai”. Ai conduttori che obiettavano che uno stipendio a 240mila euro l’anno fosse poco ha risposto: “E’ poco? Bisogna capire rispetto a quale Paese. Se parlo di 240mila euro a qualsiasi persona in Italia, restano tutti a bocca aperta”. Allora anche Beppe Grillo dovrebbe guadagnare meno? “Gli spettacoli di Grillo sono privati, qui si parla di una tv pubblica”, ha replicato il parlamentare.

Nel corso del suo intervento Fico ha parlato anche dei programmi proposti sulle reti Rai, in particolare di Politics e dei suoi risultati deludenti. “La Rai ha annunciato un cambio di palinsesti. Su Politics non vedo però una grande forza innovatrice. Era meglio Ballarò”. “Apprezzo il tentativo di cambiare, ma Politics non ha centrato il cambio”.

Fico ha poi spiegato di non voler “mettere bocca sui programmi”, ma, incalzato dalle domande, ha aggiunto che “Pechino Express è carino” e di non essere stato “folgorato da nessun programma”. “Se vincessimo noi”, ha proseguito, “la Rai sarebbe una cosa diversa”. “L’unica cosa positiva entrata dentro la riforma di Renzi, grazie a un nostro emendamento, è la trasparenza”, ha concluso.