02 novembre 2016 | 18:00

Dal 14 novembre il Wall Street Journal lancia un nuovo formato per l’edizione cartacea, combinando sezioni e riducendo lo spazio dedicato ad arte e cultura. Dobbiamo creare un giornale con solide basi finanziarie, mentre ci espandiamo sul digitale dice il direttore Baker.

Restyling in arrivo per il Wall Street Journal che dal 14 novembre lancerà un nuovo format per la sua edizione cartacea. Ad anticiparlo in una nota Gerard Baker, editor in chief del quotidiano. Il nuovo format del giornale, di proprietà di News Corp attraverso Dow Jones & Company, combinerà diverse sezioni e ridurrà la dimensione di alcune aree di copertura, diminuendo in particolare lo spazio dedicato alla copertura delle arti, della cultura e delle notizie locali. “Tutti i giornali affrontano sfide strutturali e noi dobbiamo muoverci per creare un’edizione cartacea in grado di stare in piedi su una solida base finanziaria per il prossimo futuro, mentre i nostri orizzonti digitali continuano ad espandersi”, ha spiegato Baker. La nuova versione sarà caratterizzata da due grandi sezioni il martedì, il mercoledì e il giovedì con una terza sezione per i lunedì e i venerdì. L’edizione del fine settimana non subirà alcun cambiamento.

Gerard Baker, editor in chief del Wall Street Journal

Il quotidiano combinerà le sezioni ‘Business & Tech’ e ‘Money & Investing’ in un solo spazio nel tentativo di ridurre i costi di stampa. Baker ha riferito che la nuova sezione “conterrà all’incirca lo stesso spazio ora dedicato a imprese, tecnologia, finanza e mercati”. Inoltre, le sezioni ‘Personal Journal e Arena’, concentrate su lifestyle, arte, sport e cultura, saranno combinate in ‘Life & Arts’, che a sua volta diverrà parte della sezione A del quotidiano.

La sezione Greater New York sarà ridotta e focalizza su notizierelative all’area di New York e sarà spostata nella sezione A del quotidiano. ‘Journal Reports’ e ‘Mansion’ continueranno invece a essere pubblicate come sezioni separate, rispettivamente il lunedì e il venerdì.

La decisione, che si tradurrà nell’eliminazione di alcuni posti di lavoro, si inserisce in un contesto di rapido declino della raccolta pubblicitaria per l’intero settore, che sta interessando tutte le realtà editoriali. GroupM ha previsto un calo per il 2016 degli investimenti dell’8,7%, il tasso di contrazione di maggiori dimensioni dal 2009. New York Times Co. ha registrato nel terzo trimestre un calo dei ricavi pubblicitari su carca stampata. Gannett Co., proprietario di USA Today, ha rivelato una contrazione del 15% e Tronc Inc., editore di Los Angeles Times e Chicago Tribune, del 13%.

“Voglio sottolineare che questi cambiamenti e le loro implicazioni per la redazione sono necessari non solo perché bisogna adattarsi alle mutevoli condizioni del business della pubblicità su stampa, ma perché sappiamo da ricerche sul pubblico che i lettori vogliono un giornale più digeribile”, ha concluso Baker.