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03 novembre 2016 | 13:09

Il 51% del traffico dati nel mondo viene generato da mobile, contro il 48% prodotto da pc. Il sorpasso grazie ai paesi emergenti. L’analisi di StatCounter (INFOGRAFICHE)

L’ascesa di smartphone e tablet, scelti come da molti come accesso privilegiato per connettersi, ha segnato un altro momento storico. Secondo i dati della compagnia StatCounter nello scorso mese di ottobre il traffico generato dai dispositivi portatili ha superato quello dei computer, un sorpasso avvenuto in tempi brevissimi visto che nel 2010 l’utilizzo della rete da ‘mobile’ era appena al 10%.

A guidare l’ascesa del web da dispositivi mobili – ora al 51,3% contro il 48,7% del traffico da computer – sono stati soprattutto i mercati emergenti a partire dall’India, dove il 75% dell’accesso avviene attraverso dispositivi mobili. Il dato è stato ottenuto analizzando oltre 15 miliardi di pagine visitate ogni mese in oltre 2,5 milioni di siti web.

Infografica ripresa dal sito Gs.StatCounter.com

Anche se il trend va comunque verso un sorpasso, nei mercati tradizionali dominano comunque le connessioni da computer. Negli Stati Uniti, il rapporto è 58% a 42%, mentre in Gran Bretagna 55,6% a 44,4%. Più marcato il distacco in Italia, con il 64,3% del traffico generato da desktop contro il 30% da smartphone e il 5,7% da tablet.

Infografica ripresa dal sito Gs.StatCounter.com

In ogni caso, ricorda Ansa, il sorpasso nel traffico dati non è una sorpresa. Più di un anno fa, nell’aprile del 2015, Google ha rivelato che le ricerche da ‘mobile’ in dieci paesi, inclusi Stati Uniti e Giappone, avevano superato quelle da dispositivi tradizionali. Nello stesso mese un altro studio di ComScore aveva rilevato che negli Usa il numero degli utenti che sceglieva i soli dispositivi mobili aveva superato per la prima volta quello di chi invece usava soltanto computer e laptop.

“Questi dati dovrebbero essere una sveglia soprattutto per le piccole aziende e i professionisti, affinché i loro siti siano ‘mobile friendly’”, ha spiegato Aodhan Cullen, ad di StatCounter, ribadendo come il dato debba far riflettere soprattutto chi non si è ancora adeguato a questo trend.