03 novembre 2016 | 18:30

Via libera definitivo della Camera alla legge sul cinema. Il testo in vigore già da gennaio, dice il ministro Franceschini. La relatrice Bonaccorsi: risorse certe con un fondo da 400 milioni

Sì definitivo dell’Aula della Camera alla nuova Disciplina del cinema e dell’audiovisivo. La legge è stata approvata a Montecitorio con 281 voti a favore, 97 no e 17 astenuti. Contrari Sel e M5S, Fdi e Lega si sono astenuti. “Si tratta di una legge che mette a disposizione più risorse al settore in maniera automatica e pone fine alla discrezionalità”, ha spiegato il ministro dei beni culturali Dario Franceschini, ringraziando la Camera per aver “consentito un esame celere di questo testo che sarà in vigore già da gennaio 2017″.

“Una riforma storica, attesa da 40 anni”, l’ha definita la deputata del Partito democratico Lorenza Bonaccorsi, relatrice in Aula del Ddl Cinema e responsabile Cultura della segreteria dem, sottolineando come metta “il nostro Paese tra le realtà internazionali più avanzate in questo settore”. “I fondi per il cinema passano a 400 milioni all’anno, con un aumento del 60% rispetto a prima. Il sistema cinematografico avrà finalmente certezza delle risorse, automatismi nei finanziamenti che chiudono la stagione della discrezionalità di assegnazione, oltre alle agevolazioni per gli investimenti in cinema e sale storiche”, ha specificato, aggiungendo come un occhio di riguardo sarà riservato ai “nuovi talenti, ai giovani autori, alle start up, alle opere prime e seconde” e alle scuole, alle quali sarà destinata una parte del fondo.

Lorenza Bonaccorsi

Positivi i commenti da parte delle associazioni di categoria, a cominciare da Francesco Rutelli, da poco eletto presidente di Anica. “Il Governo e il Parlamento hanno mantenuto i loro impegni e meritano il plauso di tutti coloro che credono nel cinema e nell’audiovisivo come forze trainanti della creatività e delle capacità produttive nazionali”, ha detto. “La legge, fortemente voluta dal ministro Franceschini e su cui si è impegnato personalmente il premier Renzi, è la prima ‘legge di sistema’, attesa da decenni”. “Si conclude oggi il primo tempo di questa partita; da domani inizia il secondo tempo: quello delle norme attuative, perché tutto il sistema funzioni con efficienza e trasparenza. Obiettivo è di rendere la legge pienamente operativa con l’inizio del nuovo anno”.

“Grande apprezzamento” anche da parte di Rai Cinema. “Si tratta di una legge organica e di sistema”, ha detto l’ad Paolo Del Brocco, “che promuove lo sviluppo industriale di tutte le componenti del comparto. Una legge attesa da molti anni, che è strategica e funzionale alla crescita della produzione culturale del Paese”.

Soddisfazione per l’approvazione delle legge sul cinema anche da parte degli esercenti, con i presidenti di Anec, Luigi Cuciniello, e di Anem, Carlo Bernaschi, che in una nota hanno espresso “forte apprezzamento per il lavoro svolto dal governo, il ministro Franceschini su tutti, dalle relatrici Di Giorgi e Bonaccorsi e dalla Direzione Generale Cinema per dare a tutto il sistema una legge nel più rapido tempo possibile”.

“Ci fa piacere anche notare che il Cinema è davvero un settore che unisce le forze politiche: in entrambe le votazioni, le opposizioni hanno – per la maggior parte – votato insieme alla maggioranza. Adesso ci attende il lavoro sui decreti attuativi per costruire nuovi e più efficaci strumenti con i quali contribuire a dare una svolta, creando prospettive di nuovi investimenti per lo sviluppo dell’offerta di cinema in Italia”. La legge – ricordano Anec e Anem – prevede tra l’altro “un piano straordinario, nei prossimi cinque anni, per il potenziamento dell’esercizio cinematografico e per la costruzione di nuove sale, che si confermano vero e proprio luogo di aggregazione e rivalutazione delle città italiane. Con questa legge, di ampio respiro, si prevede anche un cambiamento nel funzionamento del tax credit, collegandolo a criteri premiali”.

“L’approvazione da parte della Camera del ddl su cinema e audiovisivo rappresenta un grande passo per il settore, che finalmente potrà dotarsi di una legge di sistema attesa da molti anni. La sua approvazione, rapida e senza modifiche, permetterà inoltre l’entrata in vigore dei decreti attuativi in tempi rapidi”. Questo invece il commento di Carlo Fontana, presidente dell’Agis, l’Associazione Generale Italiana dello Spettacolo. “Altra buona notizia, appresa oggi informalmente è l’aumento previsto in Legge di Bilancio delle risorse per lo spettacolo dal vivo pari a 12 milioni di euro. Due buone notizie che dimostrano una ritrovata attenzione nei confronti della Cultura e dello Spettacolo in particolare”, ha detto ancora Fontana.

Soddisfazione anche da parte di Domenico Dinoia, presidente della Fice, Federazione Italiana Cinema d’Essai, e don Adriano Bianchi, presidente dell’Acec, l’Associazione Cattolica Esercenti Cinema. “La nuova legge”, ha spiegato Dinoia, “oltre a prevedere più fondi e attenzione per le sale cinematografiche italiane, conferma e riconosce il ruolo dei cinema e dei film d’essai. Una spinta che mi auguro permetta di aprire in futuro sempre più sale nei centri cittadini. L’obiettivo, infatti, deve essere quello di aumentare l’offerta del cinema d’autore italiano ed europeo, permettendo al pubblico di potere apprezzare un prodotto diversificato e non omologato, come è per natura il cinema d’essai”. Per Bianchi “è estremamente positiva la dotazione di un piano straordinario fino a 120 milioni di euro in cinque anni per riattivare le sale chiuse e aprirne di nuove. Una misura – puntualizza – che potrà permettere l’incremento del numero degli schermi e la qualità delle sale, coinvolgendo una fetta sempre più ampia di spettatori italiani”.

“Un provvedimento che il mondo del cinema e della produzione audiovisiva aspettava da quarant’anni e che con grande celerità è stato ratificato, grazie al lavoro e all’impegno del Ministro”, il commento di Francesco Bruni, presidente dell’Associazione 100autori. “Ci stiamo avvicinando ad un sistema più moderno di finanziamento e di rilancio di tutto il settore, non solo sul piano industriale ma anche a garanzia degli autori”, il giudizio di Andrea Purgatori, coordinatore dell’associazione. Soddisfatto il regista Roberto Andò, che sottolinea in particolare l’introduzione delle definizioni di “documentario”, “film difficile”, “opera d’animazione” e “sala d’essai”, fondamentali per le specifiche assegnazioni dei contributi selettivi”. Anche Alberto Sironi, Cinzia TH Torrini e Ivan Cotroneo accolgono favorevolmente il provvedimento.

“Scegliere di sostenere anche quelle produzioni che non potrebbero facilmente operare sul mercato e i giovani talenti è una scelta coraggiosa- commentano i registi Daniele Luchetti e Roan Johnson – così come trovare soluzioni affinché si allarghi e si avvicini il pubblico alle sale cinematografiche”. In una nota, 100autori assicura che continuerà a porre attenzione alle leggi delega e, in particolare, alla revisione delle norme che regolano gli obblighi di investimento e programmazione per i fornitori di servizi media audiovisivi. E sottolinea che sta già lavorando ai decreti attraverso i tavoli aperti alle associazioni di categoria dalla DG Cinema. Mentre auspica, “laddove le risorse lo consentiranno”, un ulteriore incremento della quota del Fondo selettivo.