07 novembre 2016 | 17:13

Più qualificata per fare da presidente. Il giudizio quasi unanime della stampa americana su Hillary Clinton a poche ore dall’apertura delle urne

Mancano poche ore alla apertura delle urne in America per decidere chi tra Hillary Clinton e Donald Trump andrà a prendere il posto di Barack Obama alla Casa Bianca. Ma, mentre i sondaggi in alcuni Stati sono ancora altalenanti, se la partita si giocasse solamente sulla carta stampata, sui siti di news o sulle preferenze espresse da giornalisti e protagonisti del mondo dei media, sarebbe già ampiamente chiusa in favore della candidata democratica.

Non solo per le donazioni ricevute dalla ex first lady per la sua campagna dagli addetti ai lavori del mondo dei media, che, secondo i dati del Public Center of Integrity, ad agosto superavano i 380mila dollari (contro i 14mila versati a favore di Trump). Ma anche e soprattutto per il numero di giornali che hanno esplicitamente dichiarato il loro sostegno alla Clinton, invitando gli elettori a votare per lei, al punto che, per usare un’espressione del Business Insider, queste elezioni passeranno alla storia come le più sbilanciate mai viste fino ad ora.

Nella foto Hillary Clinton e Donald Trump

Secondo il sito sono circa 200 i quotidiani che in tutto il Paese hanno espresso il loro endorsement alla Clinton, quasi un centinaio quelli con una circolazione superiore alle 20mila copie vendute quotidianamente. Dal ‘New York Times’, fino al ‘Los Angeles Times’, passando per il ‘Washington Post’, che per primo ha tirato fuori il video con le frasi sessiste di Trump di qualche anno fa, e che oggi ha ribadito il suo appoggio alla democratica nell’editoriale, solo per citare i più popolari, in molti hanno puntato sull’esperienza e sulle capacità politiche della Clinton rispetto a quella del suo avversario.

Il sostegno alla sua candidatura è venuto anche da  diversi autorevoli magazine, come ‘The New Yorker’, o da giornali meno abituati ad entrare in temi politici. Tre su tutti: ‘The Atlantic‘, che per la terza volta dalla sua fondazione – dopo i precedenti nel 1860 con Lincoln e nel 1964 con Johnson – ha dichiarato pubblicamente la sua preferenza per la Casa Bianca, e ‘Vogue‘ e ‘Variety‘, che lo hanno fatto per la prima volta, ribadendo il valore che soprattutto per le donne potrebbe avere l’elezione della Clinton, anche se – bisogna ricordarlo – nel caso della rivista Condè Nast la sua influente editor, Anna Wintour si è spesa in prima persona per la candidata democratica con donazioni per la sua campagna.

Ma il confronto non si è di certo limitato ai confini a stelle e strisce. Anche ‘The Economist’ è sceso a fianco della Clinton, definendola una candidata “migliore di quanto possa sembrare”, giudicando al contrario Trump “un pessimo presidente”.