10 novembre 2016 | 18:00

Banzai cambia nome in ePrice e amplia servizi e categorie merceologiche. Ainio: l’ecommerce è la nostra scelta industriale, ma restiamo felici azioni del ‘Post’. Scott Jovane: investimenti per 40 milioni in 5 anni

Banzai punta tutto sull’eCommerce tecnologico e, dopo aver ceduto i portali verticali a Mondadori, la sua partecipazione in Giornalettismo a Nexilia, e, più recentemente, aver venduto SaldiPrivati a ShowRoomPrivè, cambia il suo nome in ePrice. “Con il cambio di denominazione puntiamo con decisione sulla nuova generazione dell’eCommerce che, da semplice ‘trasportatore di pacchi al miglior prezzo’, diventerà sempre più un interlocutore completo per le famiglie italiane”, ha spiegato Paolo Ainio, presidente esecutivo di Banzai, presentando le ragioni della nuova denominazione e introducendo il piano strategico 2017-2021 che mette al centro lo sviluppo organico nelle vendite di elettrodomestici, la crescita del marketplace e l’apertura della piattaforma a nuovi servizi.

Tra i progetti del gruppo – che nei nove mesi del 2016 ha registrato un utile netto di 2,9 milioni e ricavi a 127 milioni, in crescita del 19% sul 2015 – quello di aumentare la propria market share sul mercato del Tech&Appliance, salendo nei prossimi 5 anni dal 15% fino al 21%. “Investiamo circa 40 milioni nei prossimi 5 anni in tecnologia per accelerare lo sviluppo di ePrice”, ha aggiunto l’ad Pietro Scott Jovane, ricordando le “partnership-acquisizioni” siglate dalla società con altrettanti operatori specializzati: Termostore, del quale ha acquisito una quota di minoranza con la possibilità di salire in maggioranza, Innova e Click&quick. Dieci milioni di euro invece la cifra prevista per la comunicazione sul brand.

Nella foto Paolo Ainio, fondatore e presidente esecutivo di Banzai, ora ePrice, e l’ad Pietro Scott Jovane

Secondo le previsioni della società, nel 2021 gli italiani che utilizzeranno l’e-commerce saranno 26,6 milioni contro i 19,2 milioni attuali. Nonostante la forte crescita, però, il nostro mercato resterà di molto sotto i livelli di Francia (48,3 milioni previsti), Gran Bretagna (54,4 milioni) e Germania, dove chi comprerà via Internet tra cinque anni raggiungerà i 64,4 milioni, una cifra ancora più alta rispetto agli attuali 55,3 milioni.

Dai dati emergerebbe che l’e-commerce nostrano copre solo il 3% del commercio totale, per un valore comunque dei soli prodotti venduti (quindi servizi esclusi) di circa 9 miliardi annui.

19 milioni di italiani oggi acquistano online, nel 2012 saranno 7 milioni in più

19 milioni di italiani oggi acquistano online, nel 2012 saranno 7 milioni in più

“Pensiamo che la crescita possa essere anche più rapida grazie all’uso del telefono mobile”, ha spiegato Ainio a margine della conferenza, specificando che in Europa “siamo i primi per diffusione di telefonini e quando Facebook in Italia è andata sul mobile ha registrato un immediato boom”. In merito alle ipotesi che in futuro il gruppo possa essere venduto, ha replicato: “Prima o poi succederà, ma non ci sentiamo preda né ci siamo messi la gonna corta per essere più attraenti: nel 2021 la società varrà molto di più, almeno arriviamo fin lì poi vediamo”.

“La scelta di concentrarsi nell’e-commerce è stata industriale: noi vogliamo fare il bottegaio di una volta ma con un livello di servizi molto superiore”, ha concluso, confermando di voler rimanere “felici azionisti” de ‘Il Post che “sta facendo un ottimo lavoro”.

 Il 2016 è stato un anno molto intenso per il gruppo di Ainio. Qui sopra la timeline delle principali operazioni

Il 2016 è stato un anno molto intenso per il gruppo di Ainio. Qui sopra la timeline delle principali operazioni

- Leggi o scarica il piano 2017-2021 (.pdf)

- Leggi o scarica i conti al 30 settembre 2016 (.pdf)