11 novembre 2016 | 10:40

Continuano le polemiche sul bagarinaggio 2.0 per i biglietti dei concerti e sulla posizione di Live Nation. Vasco, Ferro, Mengoni e Giorgia prendono le distanze. Salzano di FeP Group: oscurare i siti

Dopo gli esposti contro il fenomeno del bagarinaggio 2.0 presentati dalle associazioni dei consumatori per i biglietti volatilizzati dei Coldplay, l’apertura di un’indagine della Procura di Milano, e il servizio delle Iene di martedì 8 novembre, non si fermano le polemiche attorno al fenomeno del secondary ticketing e in particolare al ruolo giocato nella rivendita di biglietti di concerti su canali non ufficiali di Live Nation, tra i principali promoter di musica live.

Secondo il programma di Italia 1 la società sarebbe coinvolta nella rivendita secondaria di biglietti concerti in Italia, e una parziale conferma sarebbe venuta dall’ad Roberto De Luca che avrebbe poi chiamato in causa anche richieste dirette da parte degli stessi artisti. Affermazione quest’ultima poi parzialmente puntualizzata il giorno successivo, spiegando in un comunicato che il riferimento era non tanto ad artisti italiani, quanto piuttosto a pochi casi internazionali.

Nella foto: Vasco Rossi, Tiziano Ferro, Marco Mengoni e Giorgia

Immediate le reazioni da parte di diversi artisti, a cominciare da Vasco Rossi che tramite la società che si occupa dei suoi contratti (la Giamaica management), ha fatto sapere di avere “attualmente sospeso ogni rapporto commerciale con Live Nation e di riservarsi di agire per vie legali essendo totalmente estranea a quanto emerso dal servizio giornalistico. Giamaica ritiene che l’attività di secondary ticketing, altamente speculativa, è da tempo riconosciuta come dannosa non solo per il pubblico ma anche per gli artisti che a loro insaputa e loro malgrado si ritrovano per errore coinvolti”.

Con un post su Facebook anche Tiziano Ferro si è detto “sconcertato, amareggiato e fortemente indignato”. “Vorrei concedermi alla rabbia e all’istinto del momento ma la verità è che non posso. La mia priorità sono le circa 150.000 persone che hanno già deciso di esserci durante il mio prossimo tour. Mi è stato assicurato e garantito che Live Nation non ha mai, oggi come in passato, immesso miei biglietti sul mercato secondario. Detto ciò prendo le dovute distanze da chi ha sbagliato, per loro ci saranno di certo conseguenze”. Marco Mengoni, impegnato nello show prodotto da Live Nation, si è dissociato “da qualunque forma di connivenza con il sistema di vendita illegale dei biglietti”. “Lavoro con Live Nation dal 2014 e né io né il mio management abbiamo mai avuto alcuna evidenza di irregolarità nella vendita dei concerti”, ha spiegato l’artista dichiarandosi ‘assolutamente estraneo ai fatti’. “Attraverso i nostri legali stiamo facendo le opportune indagini per la tutela dei diritti del pubblico e per verificare la massima trasparenza sullo svolgimento dei fatti”. Stesse dichiarazioni da Giorgia, che ha aggiunto “Mai da qualcuno del suo staff, management o altro vicino a lei o dall’artista stessa è stata fatta richiesta per operare in questa maniera disonesta; e stiamo verificando che anche per il passato non siano state commesse irregolarità per quanto riguarda Giorgia”.

Intanto anche i promoter si stanno muovendo. “Sto verificando insieme ai miei legali se esistano i presupposti per una azione giudiziale collettiva da parte di Assomusica e/o degli Associati che reputino di volerla sottoscrivere e di altre componenti della Filiera della Musica dal Vivo nei confronti di Live Nation per gravi danni di immagine e di credibilità a tutta la categoria”, ha scritto il fondatore di Barley Arts Promotion, Claudio Trotta, rivolgendosi proprio ad Assomusica, dicendosi pronto anche a lasciarla senza provvedimenti. “Sto verificando con i miei legali i termini di una causa per Concorrenza Sleale da parte di Live Nation nei confronti di quei produttori e promoter che non adeguandosi alle pratiche emerse dalle dichiarazioni dispongono ovviamente di risorse inferiori”.

“Sono convinto che altri organizzatori siano coinvolti e chiedo che si autodenuncino”, è stato invece il commento di Ferdinando Salzano di FeP Group, una delle due società di organizzazione concerti più importanti in Italia, espresso ieri, 10 novembre, in una conferenza stampa. ”La vicenda è appena cominciata e presto si arriverà a tutti i nomi”. “Posso dire chiaramente  che né io né gli artisti che rappresento abbiamo mai avuto niente a che vedere con il secondary ticketing. E’ evidente che il mercato della musica live sia stato inquinato e che oggi deve fare i conti con un cancro del quale è necessario sbarazzarsi”, ha aggiunto proponendo come soluzione quella di oscurare i siti.

Dal canto suo Assomusica ha fatto sapere che “Live Nation si è auto sospesa dall’associazione”, mentre da parte di SIAE è arrivata una precisa presa di posizione a proposito del fenomeno del secondary ticketing: “La Siae conferma il suo impegno contro il secondary ticketing, fenomeno che danneggia gravemente i consumatori e tutti i titolari del diritto d’autore”.