11 novembre 2016 | 17:40

Il futuro della comunicazione in Italia dipende dalla capacità di attrarre capitali dall’estero. Ecco chi c’era e cosa si è detto alla quinta edizione del Forum Wpp-Ambrosetti (VIDEO)

Matteo Rigamonti – Il futuro della comunicazione in Italia dipende anche dalla capacità del paese di saper attrrarre investimenti dall’estero. Solo così sarà possibile “generare valore e cambiamento culturale”, come sostiene il titolo della quinta edizione del Forum Wpp-Ambrosetti sul ruolo della comunicazione per la società di domani, che si è concluso questa mattina a Milano.

Da sinistra: Francesco Pugliese, ad di Conad, Cristina Scocchia, presidente e ad di L’Oréal, Marco Costaguta, presidente di Ltp, Maria Latella e Anna Maria Bulgheroni, global trade marketing director di Campari

In un’epoca in cui la comunicazione sta cambiando, secondo il Country Manager di Wpp Italia, Massimo Costa, “se il paese inizia a comportarsi da grande all’estero, la fiducia poi arriva”. Per questo, c’è bisogno sì delle aziende che investono, ma anche di “città come Milano e Firenze” che sappiano dare l’esempio.

Da sinistra: Andrea Zappia, ad di Sky Italia, Maria Latella, Gad Lerner e Luca Colombo, country manager di Facebook Italia

E che la comunicazione stia cambiando lo dimosta il fatto che lo sviluppo del “mobile sta accelerando più velcomente del digitale”, ha spiegato Luca Colombo, country manager di Facebook Italia: “passiamo tre ore al giorno al cellulare, controllando le notifiche circa 150 volte al giorno”. Ciò dimostra che “i click non sono più una metrica adatta per misurare il successo di un brand”, prosegue, “occorre osservare dove si muove il consumatore, che oggi ha una dieta multimediale complessa e articolata”.

Secondo Andrea Zappia, ad di Sky Italia, “non basta acquisire dati, bisogna sapere come utilizzarli”. Perché la “sfida per un brand non é conoscere quali sono i suoi utenti, ma capire come coinvolgerli con un’offerta mirata attraverso analisi puntuali delle preferenze e dei comportamenti”. Fino al punto di poter trasmettere sui loro device pubblicità personalizzate: “ogni cinque spot all’interno di una puntata di una serie tv, uno potrà essere scelto ad hoc per il singolo utente”.

Da sinistra: Davide Serra, ceo e fondatore di Algebris Investments, Maria Latella, Olivia Bacco, direttore del polo industriale di Sesto Fiorentino di Eli Lilly Italia, Michele Scannavini, presidente di Italian trade agency, e Valerio De Molli

Gad Lerner, presidente del comitato editoriale di Laeffe, ha provato a “convincere” l’uditorio del fatto che “la comunicazione non può fare a meno dei grandi artigiani dell’informazione”, anche “attraverso l’investimento pubblicitario”. “Possiamo fare a meno di un Bernardo Valli – ha domandato Lerner –, di un Lorenzo Cremonesi che ti spiega il Medio Oriente o di un Marco Ansaldo quando si parla di Turchia?”. Lerner ha invitato tutti a riflettere su “quanto è costato l’investimento per formarli”.

Da sinistra: Claudio Domenicali, ad di Ducati, Maria Latella, Antonio Baravalle, ad di Lavazza, e Chiara Lungarotti, ad di Lungarotti

A presentare qualche dato su come stia cambiando il mercato pubblicitario in Italia è intervenuto Roberto Binaghi, ceo di Mindshare Italia, secondo cui “la buona notizia è il secondo anno consecutivo di crescita con un aumento quest’anno del 2,4%, ma la cattiva notizia è che l’Italia è lontana dagli standard europei, con buona parte del suo effettivo potenziale ancora inespresso”.

Valerio De Molli, managing partner di The European House Ambrosetti, invece, ha illustrato il “vero posizionamento di attrattività dell’Italia” rispetto agli investimenti, collocando il nostro paese al quattordicesimo posto del Global Attractiveness Index 2016, alle spalle degli altri sei paesi del G7.

Al Forum Wpp-Ambrosetti, moderato da Maria Latella di Sky Tg24, sono intervenuti anche: Marco Costaguta, presidente di Ltp, Francesco Pugliese, ad di Conad, Cristina Scocchia, presidente e ad di L’Oréal, Anna Maria Bulgheroni, global trade marketing director di Campari, Michele Scannavini, presidente di Italian trade agency (l’ex Ice), Davide Serra, ceo e fondatore di Algebris Investments, Olivia Bacco, direttore del polo industriale di Sesto Fiorentino di Eli Lilly Italia, Antonio Baravalle, ad di Lavazza, Claudio Domenicali, ad di Ducati, Chiara Lungarotti, ad di Lungarotti, e il sindaco di Firenze Dario Nardella.

Massimo Costa