11 novembre 2016 | 17:19

Intervento del Governo sul secondary ticketing, con multe fino a 180mila euro. Il ministro Franceschini: fenomeno intollerabile, serve un intervento legislativo

Resta alta l’attenzione sul secondary ticketing, riaccesa dal servizio delle Iene dei giorni scorsi che ha svelato le presunte responsabilità di Live Nation e dei suoi accordi con i siti che rivendono i biglietti di concerti ed eventi live a prezzi maggiorati. Questa mattina il governo ha presentato  un emendamento alla legge di bilancio per contrastare il fenomeno, definito nella relazione illustrativa come “il collocamento di biglietti per manifestazioni si spettacoli acquistato online in maniera massiva da apposite piattaforme e successivamente rivenduti a prezzi maggiorati molto superiori rispetto al prezzo esposto sul biglietto”.

Dario Franceschini (foto Olycom)

“Un fenomeno intollerabile”, lo ha definito il ministro dei Beni Culturali, Dario Franceschini, sottolineando come “i fatti di questi giorni dimostrano che non è sufficiente l’autoregolazione ma serve un intervento legislativo”.

Per il governo “il secondary ticketing determina forti danni a carico dell’erario per mancata corresponsione di maggiori imposte, nonché, come evidente, a carico dei consumatori/utenti – penalizzati dal ricarico spesso fortissimo sul prezzo con grave distorsione della fruiZione – nonché degli autori/editori e degli artisti interpreti o esecutori per mancata corresponsione dei relativi diritti”.

La nuova norma, sintetizza Ansa, stabilisce il divieto di esercitare questa attività di rivendita da parte di soggetti diversi dagli organizzatori di spettacoli e da quelli titolari di biglietterie automatizzate autorizzate prevedendo, salvo che il fatto non costituisca reato, diverse sanzioni: dall’inibizione della condotta a multe, per casi specifici, che vanno da 30.000 euro a 180.000 euro per ciascuna violazione accertata, nonché, ove la condotta sia effettuata attraverso le reti di comunicazione elettronica, con la rimozione dei contenuti, o, nei casi più gravi, con l’oscuramento del sito web attraverso il quale la violazione è stata posta in essere, fatte salve le azioni risarcitorie.

“Prendiamo atto con soddisfazione dell’emendamento”, ha commentato Filippo Sugar, presidente Siae, ricordando l’intervento con cui nei giorni scorsi ha sollecitato “regole chiare per la trasparenza del mercato della musica dal vivo a tutela dei consumatori, degli autori e di tutti coloro che operano nel settore anche lanciando una petizione che è stata sottoscritta da tutti i più importanti autori italiani”.

Filippo Sugar, presidente Siae (Foto: Olycom)