15 novembre 2016 | 12:48

L’obiettivo di tutti è salvare il ‘Sole’ dice il presidente di Confindustria, Boccia: lasciamo lavorare il nuovo consiglio. Il piano lacrime e sangue? Lo ha detto Minoli

“E’ stato Minoli a dire questa cosa. Abbiamo un piano industriale con cui dobbiamo fare i conti” perché “siamo nel mezzo di un piano di risanamento. Non voglio usare termini dolci perché non vorrei irritare nessuno: una parola in più mi sembra che già irrita, vediamo di fare i fatti e salvare il Sole, questo è il grande obiettivo di tutti”. Così il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, ha risposto ai giornalisti sull’espressione ‘piano lacrime e sangue’ utilizzata nel ‘Faccia a faccia’ con Giovanni Minoli, in merito al piano per il Sole 24 Ore.

“E’ stata un’assemblea sicuramente tesa, data la situazione mi sembra anche normale”, ha detto Boccia a margine del roadshow sulla responsabilità sociale d’impresa all’Unione Industriale di Torino. “Adesso facciamo lavorare il nuovo consiglio. Andiamo avanti passo dopo passo”, ha aggiunto, “a fare quello che si deve fare, nel rispetto dei ruoli di tutti”.

Vincenzo Boccia (foto Olycom)

“Vediamo quale piano presenta il consiglio, quale aumento di capitale si deve realizzare. Dobbiamo fare una politica di passi veloci, con grande attenzione, tenendo presente il risanamento del Sole a cui teniamo tutti”. Nessun commento invece sul nome di Franco Moscetti, che da più parti viene indicato come possibile amministratore delegato: “il cda si fa oggi e quindi arriverà il nome, non mi fate anticipare niente”.

Intanto sui rischi per il futuro dei dipendenti del gruppo editoriale in caso di tagli si è espresso anche il Consiglio nazionale dell’Ordine dei Giornalisti “esprimendo vicinanza e solidarietà ai colleghi del gruppo ‘Il Sole 24 Ore’. “Non devono essere i dipendenti a risarcire ‘con lacrime e sangue’”, scrivono riprendendo l’espressione attribuita a Boccia, “i danni di una gestione che ha portato il gruppo a  perdere 61 milioni di euro nei primi nove mesi di quest’anno, e 300 milioni negli ultimi 7anni”.

“Il Consiglio nazionale dell’Ordine ribadisce che è inaccettabile scaricare su giornalisti, poligrafici e amministrativi le conseguenze provocate anche dai bonus milionari corrisposti ai manager nonostante le performance di gestione negative. Il tutto mentre ai colleghi si applicavano gli ammortizzatori sociali, pagati con i soldi dell’Istituto di previdenza, ovvero di tutti i giornalisti italiani”.