17 novembre 2016 | 18:40

Anche 9 progetti italiani premiati dal fondo Dni di Google per l’innovazione nel mondo delle news. Accanto ai big, iniziative di realtà meno note dedicate alla ricerca delle ‘bufale online’, ai contenuti video e ai progetti per la raccolta di documenti sulle mafie

Ci sono anche 9 italiani tra i 124 progetti europei che Google aiuterà a sviluppare con il secondo round di finanziamenti del Fondo per l’innovazione della Digital News Initiative, il bando lanciato nel 2015 con cui Mountain View mette a disposizione di editori e organizzazioni del Vecchio Continente 150 milioni in tre anni per sviluppare nuove iniziative nell’informazione digitale.

“In questo secondo round di finanziamento, in aggiunta al rispetto dei criteri di impatto, innovazione e fattibilità del progetto che sono essenziali per il Fondo, abbiamo cercato progetti basati sulla collaborazione”, spiega Google, annunciando i vincitori scelti tra più di 850 candidature da 25 Paesi. “I progetti che si sono distinti danno infatti priorità ad approcci collaborativi tra editori, accademici, designer e imprenditori, sia all’interno di un solo paese sia in tutta Europa”.

Con questa tornata saranno messi a disposizione 24 milioni di euro, cifra che fa salire a 51 milioni i fondi stanziati in tutto, considerando anche i 27 milioni del primo round. 1,5 milioni di euro la cifra per le idee italiane, tra le quali, accanto a big come La Stampa, Elemedia e i quotidiani Rcs, figurano anche 5 proposte portate avanti da realtà meno conosciute. Ecco tutte le iniziative nostrane nel dettaglio

Due le realtà inserite tra i Large Projects. ‘La Stampa’, già vincitrice di un primo finanziamento nello  scorso round, e Elemedia, divisione digitale del Gruppo Espresso. Il progetto del quotidiano diretto da Molinari si chiama ‘the Room’ e vuole proporre ai lettori uno spazio di  giornalismo immersivo, dedicato a quelle notizie che si prestano a essere maggiormente approfondite usando contributi multimediali, virtual reality compresa. Orientata allo sport è invece ‘Real Time Sports 4 All’, l’idea di Elemedia, finanziata con 450mila euro e realizzata in collaborazione con Goalshouter, che vuole creare una piattaforma per raccogliere e gestire contenuti a tema sportivo provenienti da diverse fonti. I giornalisti potranno utilizzarla per raccontare in tempo reale attraverso terminali mobili gli eventi sportivi, mentre gli editori, spiega la nota del Gruppo Espresso, adottandola avranno la possibilità di abbattere costi tecnologici, ottimizzare i flussi di lavoro della redazione, semplificare la gestione dei fornitori esterni di dati, aumentando la qualità del prodotto editoriale e il suo valore commerciale.

Corriere della Sera e GazzaNet & La Gazzetta dello Sport figurano invece tra i Medium Projects. L’idea del ‘Corriere’, alla quale Google destinerà 300mila euro, è quella di creare una assistente in grado di rispondere a domande mirate degli utenti, cercando tra i contenuti digitali dell’editore. Verte invece su GazzaNet il progetto del quotidiano sportivo di Rcs. Gli appassionati che pubblicheranno i migliori contributi potranno vederli inseriti anche sul giornale o sul sito della Gazzetta e avranno la possibilità di approfondire i loro interessi, facendo pratica sul campo.

Cinque infine le iniziative inserite nella terza categoria, quella dei Prototype Projects. Il primo, Carlo Strapparava, vuole mettere a punto un sistema per aiutare i giornalisti nella creazione di titoli accattivanti e flessibili. Applicare i principi della sharing economy al giornalismo e valorizzare i contenuti digitali l’idea del progetto di Cefriel, digital innovation company legata a diverse realtà universitarie italiane.
Si ispira al problema quanto mai attuale delle false notizie in circolo sul web il progetto proposto da Catchy, la start up editoriale di Gianni Riotta nata nel 2015, che si propone di creare una ‘bussola’ per orientare editori e lettori, evitando siti non attendibili. Guarda invece ai video ‘Babelee’, il progetto proposto da Littlesea che, analizzando i testi, seleziona automaticamente filmati affini per contenuti che possono essere integrati.
Chiude l’Investigative Reporting Project Italy (IRPI) con il suo progetto dedicato alle Mafie, che mette a disposizione materiali e documenti sulle attività delle organizzazioni criminali nel Paese, con approfondimenti realizzati dai giornalisti.