18 novembre 2016 | 17:40

Venti giornalisti del ‘Sole’ depositano un’istanza in tribunale nell’inchiesta sui conti del gruppo editoriale come “persone offese”

Venti giornalisti de ‘Il Sole 24 Ore’ hanno depositato stamani in Procura a Milano un’istanza in qualità di “persone offese” nell’ambito dell’inchiesta aperta per falso in bilancio nelle scorse settimane sulla situazione contabile del gruppo editoriale. Nell’istanza i venti “giornalisti/azionisti/dipendenti del Sole 24 ore” rivendicano “il nostro interesse primario ad accertare eventuali condotte illecite degli amministratori nonché i conseguenti danni economici e reputazionali al marchio del Sole 24 Ore e, dunque, a ciascuno dei giornalisti che vi hanno lavorato e vi lavorano”.

La redazione del Sole 24 Ore

La “vicenda che sta attraversando la gestione aziendale”, spiegano ancora i giornalisti nell’istanza secondo quanto segnala Ansa, “e i suoi sviluppi nelle sedi istituzionali competenti ad accertare eventuali illeciti penali e/o amministrativi, ci allarma e preoccupa”. Si tratta “di una vicenda che mette in gioco in prima battuta i giornalisti della testata, la cui serietà, autorevolezza e abnegazione hanno avuto un ruolo determinante nella costruzione del patrimonio reputazionale conquistato dal Sole 24 Ore in 150 anni di vita”.

I 20 giornalisti, spiega ancora l’agenzia, chiariscono anche di avere “da molto tempo, preso nettamente le distanze (in varie sedi) da ogni comportamento che abbia potuto alterare la trasparenza della gestione aziendale”. “In questa prospettiva non possiamo che considerarci ‘persone offese’ nell’ambito del procedimento penale che risulta essere stato avviato: anche in questa sede – per il rispetto che portiamo ai lettori, alla storia della testata e del suo editore – intendiamo attivarci nelle forme più efficaci per tutelare la serietà del nostro lavoro e del nostro impegno di giornalisti”.

“Nelle forme processuali appropriate e in virtù dell’interesse alla piena trasparenza ci adopereremo pertanto per assumere tutte le iniziative necessarie per tutelare la reputazione del giornale contro condotte che, se accertate, sarebbero fonte di danni morali e materiali per i giornalisti/dipendenti/azionisti”. Nello stesso tempo, concludono, “diamo la nostra piena disponibilità a offrire il nostro patrimonio di conoscenze nell’interesse della giustizia e della trasparenza, che è un bene particolarmente prezioso quando è in gioco la storia e la reputazione di un’istituzione qual è un giornale come Il Sole 24 Ore”.