23 novembre 2016 | 12:12

Convocare urgentemente il Cda sul modo in cui la Rai affronta il referendum. E’ quel che chiedono i consiglieri Mazzuca, Freccero e Diaconale in una lettera alla presidente Maggioni

Tre consiglieri Rai, Mazzuca, Freccero e Diaconale hanno appena inviato una lettera alla presidente Rai Monica Maggioni per sollecitare un immediato Cda che affronti il modo in cui Viale Mazzini sta trattando il tema del referendum costituzionale del 4 dicembre.

I consiglieri Rai, Mazzuca, Freccero e  Diaconale

I consiglieri Rai, Mazzuca, Freccero e Diaconale

“Il tema dell’informazione dedicata al referendum costituzionale – scrivono i tre consiglieri secondo quanto riporta AdnKronos – impone a nostro parere la convocazione urgente di un consiglio di amministrazione prima del 4dicembre”.

“Si tratta di una richiesta – spiegano nella lettera Mazzuca, Freccero e Diaconale – legata al ruolo strategico di Rai nel campo dell’informazione in base alla legge sulla par condicio che coinvolge la responsabilità di tutto il consiglio di amministrazione”.

“Stupita e al tempo stesso determinata a rimandare al mittente la richiesta di una seduta straordinaria del Cda Rai per verificare l’effettivo rispetto della par condicio in materia di informazione e approfondimenti del servizio pubblico in vista del referendum del 4 dicembre. La riunione del prossimo cda Rai come previsto si terra’ il 6 dicembre”. Questa la replica della presidente Maggioni. Secondo indiscrezioni Agi, nella lettera di risposta inviat ai tre consiglieri, Maggioni avrebbe replicato che “c’e’ un lavoro costante che mira al massimo rispetto del pluralismo e dell’equilibrio tra le differenti posizioni”, un lavoro che e’ “accompagnato da un puntuale monitoraggio del rispetto della par condicio, di quanto deciso dalla commissione di Vigilanza, e nell’osservanza puntuale delle disposizioni in materia, come testimoniano le recenti analisi effettuate dall’Agcom e dall’Osservatorio di Pavia”.

Nel sottolineare che la richiesta di convocazione le e’ stata “peraltro irritualmente” anticipata nei giorni scorsi a mezzo stampa, Maggioni ricorda che la data del prossimo Cda (che si terra’ dopo il voto referendario, ndr) e’ stata infatti decisa nella seduta del 9 novembre in presenza di uno dei firmatari della lettera con cui ora si chiede la riunione straordinaria e che era “totalmente d’accordo con le scelte”, e senza alcun rilievo da parte di chi, avendo gia’ lasciato i lavori del Consiglio era stato informato tempestivamente circa le prossime date di incontro. E da allora sono passate due settimane “senza che alcuno manifestasse perplessita’”, farebbe rilevare Maggioni nella sua replica. Spiegando inoltre che le ragioni nell’aver fissato la data della prossima riunione ordinaria del Cda sono peraltro riconducibili a “evidenti e dimostrabili” questioni di calendario, quali una serie di altri impegni della stessa presidente, del direttore generale e dei consiglieri nell’insieme. Ragioni che erano state condivise nel corso di quel Cda. Di qui – in chiusura di replica – insieme alla certezza “di trovarvi concordi nel ringraziare ancora una volta chi ogni giorno si impegna per il migliore risultato aziendale”, la conferma che la convocazione del Cda resta quella gia’ decisa allora.