23 novembre 2016 | 13:11

Mediaset formalizza la rinuncia al sequestro cautelare delle azioni di Vivendi nell’ambito del contenzioso per Premium

Con un’ordinanza di “non doversi procedere” il giudice civile di Milano Vincenzo Perrozziello ha preso atto della rinuncia, già comunicata nei giorni scorsi, di Mediaset al ricorso cautelativo d’urgenza per il sequestro cautelare delle azioni proprie di Vivendi nell’ambito del contenzioso sulla pay tv Premium. Nella mattinata i legali di Mediaset si sono presentati per l’udienza che era già stata fissata dopo il deposito del ricorso e hanno formalizzato la rinuncia. I legali di Vivendi, spiega Ansa, ne hanno preso atto e la causa (ne è parte anche Fininvest), come è stato spiegato dalle parti, proseguirà nel merito con l’udienza già fissata per il prossimo 21 marzo. Da quanto si è saputo, non sono state fornite al giudice motivazioni sulla rinuncia alla richiesta di sequestro, ma non c’era alcun obbligo giuridico di dover motivare la scelta.

Nella foto Vincent Bollorè e Pier Silvio Berlusconi

Ai primi di ottobre, ricostruisce ancora l’agenzia, si era saputo che Mediaset aveva depositato al giudice una richiesta di sequestro di azioni proprie di Vivendi pari al 3,5% del capitale (dal valore di circa 820 milioni), cioè la quota che le parti si sarebbero dovute scambiare nell’ambito del contratto di acquisto di Premium da parte del gruppo guidato da Vincent Bolloré, contratto che il ‘Biscione’ ha chiesto che venga onorato dai francesi.

Cinque giorni fa, però, Mediaset ha comunicato di aver rinunciato al ricorso facendo sapere di essere ‘rassicurata’ dalla documentazione depositata in cancelleria dai francesi che si sono opposti al sequestro. “Non sussiste più il pericolo che i propri diritti contrattuali risultino pregiudicati dalla fisiologica durata del giudizio di merito le cui domande restano integralmente confermate”, ha chiarito il gruppo guidato da Fedele Confalonieri e Pier Silvio Berlusconi. Mentre l’avvocato Ferdinando Emanuele dello studio Cleary Gottlieb che assiste Vivendi aveva spiegato che “abbiamo depositato una memoria corposa, per opporci al sequestro e allegato una serie di documenti che escludono il pericolo di alienazione delle azioni”. “Non abbiamo rilasciato alcuna dichiarazione formale né garanzia – aveva precisato – ma dopo aver letto la memoria la controparte deve aver capito che il ricorso non sarebbe stato accolto e ci ha comunicato la rinuncia al ricorso d’urgenza”.

Nel pomeriggio, secondo quanto riporta sempre Ansa, Vivendi avrebbe chiesto il riconoscimento delle spese legali dopo che il ritiro della richiesta. Con ogni probabilità il giudice deciderà sulla questione alla conclusione dell’intero procedimento.

Diverse fonti finanziarie sottolineano comunque come da qui a marzo ci sia il tempo per trovare un’eventuale intesa, anche se ufficialmente Mediaset e la controllante Fininvest restano ferme sull’efficacia del contratto di vendita di Premium sottoscritto in aprile dai francesi.