25 novembre 2016 | 11:48

Yoox Net-A-Porter vince il Premio EY L’Imprenditore dell’anno. L’ad di EY Italia, Donato Iacovone: la nuove tecnologie decisive per chi vuole crescere. E il digitale cambierà il modo di lavorare

Matteo Rigamonti – Yoox Net-A-Porter Group ha vinto l’edizione numero XX del Premio EY L’Imprenditore dell’anno. A ritirare il riconoscimento, promosso da EY con Azimut Wealth Management, il presidente di Yoox Federico Marchetti.

“Da vent’anni premiamo alcune tra le storie imprenditoriali più belle e di successo del made in Italy in vari settori produttivi, dal food al fashion, dal farmaceutico alla meccanica”, ha dichiarato Donato Iacovone, ad di EY Italia e managing partner dell’area mediterranea. “Aziende familiari che hanno saputo affrontare la sfida del passaggio generazionale così come anche startup innovative nate da brillanti intuizioni”.

 

“Le nuove tecnologie”, prosegue Iacovone, “sono l’elemento destinato a segnare sempre di più il confine tra le aziende che sono in grado di crescere e vogliono svilupparsi e quelle che, invece, non ce la faranno”.

A conferma dell’importanza crescente che vanno assumendo le nuove tecnologie, Iacovone chiama in causa l’esempio del “go-to-market”; perché “oggi il cliente arriva al momento dell’acquisto quasi più informato di chi deve vendere il prodotto”. E ciò vale “tanto per il televisore quanto per l’automobile, ma anche per i servizi professionali”.

La conseguenza di ciò, prosegue l’ad di EY Italia, è che “c’è bisogno di tecnologia, sia sul lato dell’ecommerce sia su quello della comunicazione, attraverso il web e i social network”. Senza contare poi che la tecnologia “consente anche di recuperare produttività”. Ed è questo “il significato dell’espressione ‘Industry 4.0′”.

“In vent’anni abbiamo incontrato quasi ventimila aziende su tutto il territorio nazionale e ne abbiamo premiate già duecento”, aggiunge Dante Valobra, partner di EY e responsabile italiano del Premio. Il riconoscimento, che in passato è andato ad aziende come Geox, Illy Caffè, Technogym, Brembo, è assegnato “non tanto per i risultati economici e finanziari, cui pure siamo attenti”, precisa Valobra, “quanto piuttosto per la capacità di trasformare un’idea in una storia di successo”.

Il fatto che il Premio EY quest’anno sia andato a un’impresa come Yoox Net-A-Porter “è la conferma che con il digitale dobbiamo fare i conti tutti”, spiega Valobra, secondo cui “nel giro di qualche anno il lavoro cambierà moltissimo: ci sarà molto più software, più robotica e dovremo rivedere i sistemi in base ai quali organizziamo le risorse”.

Un premio che “già conoscevamo e che fa piacere ricevere”, confida Massimo di Martino, presidente e ad di Abiogen Pharma, vincitore nella categoria Innovation Technology alla sua prima partecipazione. “Vorrei che a ritirarlo ci fosse tutta la ‘squadra’, perché è grazie a loro che è stato possibile raggiungere gli obiettivi che ci hanno poi consentito di aggiudicarci anche il premio”.

 

“Il sistema Italia non facilita certo l’innovazione, anzi è un paese dove è molto difficile fare ricerca”, prosegue. “Quando le regole cambiano ogni sei mesi, infatti, una dilatazione dei tempi molto importante è praticamente inevitabile”.

E intervenendo sul tema dei vaccini, dice: “stiamo assistendo ad una strumentalizzazione da parte dei mezzi di comunicazione”. Perché “la comunità scientifica a cui dovremmo dare credito non ha mai dimostrato una correlazione diretta tra un caso di autismo e l’uso dei vaccini, che viceversa hanno dimostrato di aver salvato negli ultimi cinquant’anni milioni e milioni di persone”.

A vincere nella categoria start up è stata Civitanavi Systems, azienda specializzata in tecnologie per sistemi di navigazione da 100 milioni di fatturato e 35 persone. “Sono molto contento di essere qui”, spiega l’ad Andrea Pizzarulli, “credo che nel nostro caso sia piaciuto alla giuria il fatto che ci occupiamo di hardware, prodotti fisici, e non solo software”.

 

Dopo aver ricevuto un premio “l’imprenditore pensa già a cosa fare domani”, conclude Pizzarulli, “è la nostra caratteristica principale, la nostra natura di imprenditori: siamo contenti, ma è sempre l’inizio di qualcosa di nuovo”.

Gli altri vincitori del premio sono: Tiberina Holding, rappresentata dal dg Giuseppe Codovini, nella categoria Industrial Products; Clementoni, con il presidente Giovanni Clementoni, nella categoria Retail & Consumer Products; Granarolo, rappresentata dal presidente Gianpiero Calzolari, nella categoria Food & Beverage; Pianoforte Holding, rappresentata da Barbara Cimmino (Head of R&D), Raffaele Carlino (Presidente di Kuvera) e Francesco Fabbrica (Presidente di Jaked), nella categoria Fashion & Design; Jacobacci & Partners, presente l’ad Enrica Acuto Jacobacci, nella categoria Services; Vitale Barberis Canonico, presente l’ad Alessandro Barberis Canonico, per la categoria Family Business; Adler Group con il suo presidente Paolo Scudieri, nella categoria Globalization; Nonno Nanni, con il presidente onorario Luigi Lazzarin, nel Premio Speciale EY, assegnato per tutto ciò che fa sul territorio. Finalisti non vincitori nella categoria Stat up: Advanced Materials (Airlite), presente l’ad Antonio Cianci e Satispay con l’ad Alberto Dalmasso, Dario Brignone (It & organization) e Samuele Pinta (coo).

La giuria ha compiuto le scelte tra un centinaio di imprenditori che si sono contraddistinti nel proprio ambito professionale, cogliendo opportunità di mercato e sviluppando valore per la propria azienda e per il nostro Paese.

In questi anni, il Premio si è esteso in 150 città e oltre 65 Paesi, assegnando oltre 900 riconoscimenti all’anno.