25 novembre 2016 | 18:41

La Rai avvia un’indagine interna per le anticipazioni dell’Espresso sul piano delle news e precisa: a oggi solo una prima proposta. L’UsigRai: fatto senza precedenti, il futuro del servizio pubblico vittima di regolamenti di conti

Il trasferimento del Tg2 a Milano e l’accorpamento sono un unico direttore dei notiziari delle TgR e RaiNews 24. Con un’inchiesta a firma di Riccardo Bocca l’Espresso sarà in edicola domenica con alcune anticipazioni del ‘Piano editoriale’ che secondo il settimanale Carlo Verdelli, direttore editoriale per l’Offerta Informativa Rai avrebbe sottoposto al dg, Antonio Campo Dall’Orto, con le sue proposte per rilanciare l’informazione del servizio pubblico.

Entrando nel dettaglio, segnala oggi Repubblica, una delle scelte potrebbe portare alla fusione tra RaiNews 24 e La TgR, in una sola “entità unitaria ribattezzata NewsRoom Italia”, con un “flusso continuo di notizie sia dal mondo sia da ogni parte del nostro Paese”. E ancora, un spostamento del Tg2 a Milano che, nella sua nuova sede recupererebbe l’ “identità di telegiornale laico, moderno ed anche sperimentale”.

Nella foto: Carlo Verdelli; sotto, da sinistra Franco siddi, Vittorio di Trapani e Michele Anzaldi

La prima reazione è stata quella del Cdr del Tg2, che, già nell’occhio del ciclone per la chiusura dell’edizione della notte e la riduzione di quella pomeridiana, ha emesso ieri sera un durissimo comunicato contro l’ipotesi del trasferimento a Milano.
Sono stati presi alla sprovvista anche i consiglieri della Rai, che si aspettavano di iniziare a discutere il piano di Verdelli con i numeri e un piano di fattibilità nella prossima seduta del Cda del 14 dicembre. La presa di posizione più immediata arriva da Franco Siddi, consigliere di maggioranza, che sta preparando un esposto alla presidente della Rai Monica Maggioni per sottolineare la gravità del fatto che siano uscite informazioni riservate – sensibili ai fini della concorrenza e lesive della reputazione della Rai – tanto più mai discusse dal Cda.

A viale Mazzini invece ci si interroga su quale possa essere, al di là dello scoop giornalistico, l’obiettivo di chi ha pilotato la fuga di notizie, anche perché il documento trafugato sarebbe una bozza di lavoro peraltro già superata da nuovi elaborati che, una volta definiti, saranno consegnati al direttore generale che col suo staff dovrà costruire un vero e proprio piano industriale sull’informazione per presentarlo al Cda.

C’è anche chi legge tutta questa storia come il tentativo di “buttarla in caciara” perché alla fine non si riesca a intervenire sull’informazione Rai. Un sospetto covato anche da Michele Anzaldi, commissario democratico della Vigilanza che dice la sua sulle anticipazioni del presunto Piano. “Non conosco il piano della Rai ma se venisse confermato quello che è stato scritto sarebbe grave perché prima di tutto è roba vecchia non di dieci anni come dice il Cdr del Tg2, ma che risale alla Rai dei Professori del ’93″, attacca Anzaldi ricordando che “il trasferimento del Tg2 a Milano era stata una proposta dell’allora presidente Demattè che poi la accantonò perché inattuabile sia per motivi economici sia  per motivi sindacali”. Anzaldi poi trova singolare che “venga data l’unica batosta proprio al telegiornale in quota all’opposizione”.

Il commissario Pd boccia anche l’ipotesi dell’accorpamento delle sedi regionali che “se è così come sembra è quello datatissimo delle macroregioni della Fondazione Agnelli”. “Non credo peraltro sia una buona idea: prima di tutto non vedo quale sarebbe il risparmio visto che i giornalisti non li puoi licenziare e continueranno ad essere pagarti. Il fatto di essere ovunque nel territorio e quindi di arrivare prima degli altri player a dare la notizia è il vero valore aggiunto. Anche alla Rai mantenere questa prerogativa conviene, dato che si sta discutendo il rinnovo della concessione”. Peraltro questa ultima turbolenza si abbatte in un momento delicatissimo per il servizio pubblico, in cui tutti i nemici della attuale gestione sperano in caso di vittoria del si al Referendum che si vada al ricambio.

Nel corso della giornata altre le reazioni che si sono aggiunte. “Avevo chiesto con i colleghi Freccero e Mazzuca una riunione urgente del consiglio di amministrazione per la vicenda dell’informazione sul referendum, adesso i fatti mi dicono che serve una riunione urgente per l’informazione nel suo complesso”, dice il consigliere Arturo Diaconale. “Mi sembra complicato fare una riflessione sul merito che è ancora ignoto, a parte anticipazioni generiche”, sottolinea, aggiungendo però delle riflessioni sulle  modalità con cui queste informazioni sono emerse. “Mi sembra allucinante, il cda è stato totalmente bypassato”. “L’azienda è stata riformata da una legge che ha attribuito tutti i poteri alla direzione generale, di fatto trasformando il capo azienda in amministratore delegato. Ora ci troviamo di fronte a vicende che creano un problema di responsabilità oggettiva di chi detiene il potere: non sto parlando delle persone, ma del funzionamento della legge. Credo che sia una questione da sollevare in cda”.

“Il futuro della Rai vittima di regolamenti di conti interni all’azienda. Non c’è altra spiegazione per il fatto di vedere un ipotetico piano di riforma editoriale che finisce pubblicato integralmente sui giornali prima ancora di approdare sul tavolo del Cd”, il commento invece dell’UsigRai, che parla di “un fatto senza precedenti, “che quindi non merita neanche commenti”. “Ricordiamo al vertice della Rai che in queste ore si sta discutendo della reale sopravvivenza del Servizio Pubblico. In assenza di soluzioni sull’inserimento nell’elenco Istat e con il taglio del canone a 90 euro, non c’è piano che tenga: l’azienda rischia un pesante ridimensionamento. Eppure, su questo, non vediamo da parte di Viale Mazzini prese di posizione decise e determinate a tutela del patrimonio aziendale”.

“Un’indagine interna tesa ad accertare le responsabilità” sulla “fuga di informazioni riservate” relative al piano per l’informazione, è stata invece annunciata da Viale Mazzini, che in una nota ha poi precisato che “a oggi è stata predisposta una prima proposta di lavoro da parte della Direzione per l’Offerta Informativa che sarà ora oggetto di valutazioni da parte dell’azienda”.

“Non penso che ci sia una guerra in Rai, ho l’impressione che esistano resistenze al cambiamento, preoccupazioni che arrivano fino a questa ‘pratica del corvo’. Trovo normale che ci sia un’opinione radicata di opposizione alla novità, ma non trovo normale che questa venga messa in pratica a partire dal ‘ratto delle sabine’. Piuttosto è urgente che si apra un confronto sul merito, sulla tv che immaginiamo per il futuro del Paese”. Le parole invece del consigliere Guelfo Guelfi. “Abbiamo una struttura di internal auditing che farà il suo corso, a questo punto”. L’urgenza per il consigliere resta “mettere le mani su una proposta organica, finalmente, per potere esprimere giudizi di contenuto e di merito”. “Il cda – ricorda Guelfi – è convocato per il 14 dicembre. Intanto vedo che, a quanto appare, c’è stato il furto di un documento trasmesso alla stampa, che ne fa l’uso che ritiene. Vedo anche che si tratta di una versione sulla quale si sta continuando a lavorare. Per quanto ci riguarda, abbiamo preso l’impegno di predisporre come azienda un progetto, da portare poi alla Vigilanza per la discussione. Dentro questo iter è scattato una sorta di assalto all’arma bianca. Io però mi aspetto un elaborato messo a punto dagli uffici predisposti e dalla direzione generale: su quello ci sarà da discutere, magari con l’attenzione della stampa e, mi piacerebbe, con il coinvolgimento dell’intero Paese”.