25 novembre 2016 | 16:31

Le squadre di Serie A trovano l’accordo per la divisione delle risorse provenienti dalla vendita dei diritti tv. Oltre un milione di euro in più per le squadre classificatesi tra il quarto e il 17esimo posto e confermati i 60 milioni per i club retrocessi

La Lega Serie A si compatta e per la prima volta trova un accordo condiviso sulla ripartizione delle risorse da quando nel 2009 é entrata in vigore la Legge Melandri. Da quanto filtra, l’assemblea dei 20 club in corso oggi a Milano ha deciso all’unanimità il sistema per ripartire le risorse provenienti dalla vendita dei diritti tv, per la stagione in corso e la prossima, definendo anche il ‘paracadute’ per i club retrocessi.

“E’ un punto di equilibrio interessante. E’ uno schema che dà certezze alle società per la stagione in corso e quella futura”, ha spiegato il presidente della Lega di Seria A Maurizio Beretta, sottolineando l’importanza dell’accordo raggiunto all’unanimità. In sostanza è confermato il ‘paracadute’ da 60 milioni di euro per le squadre che retrocedono, mentre, rispetto all’intesa in vigore fino ad ora, incasseranno oltre un milione di euro in più le squadre dal quarto al diciassettesimo posto. “Soldi sono il carburante che fa funzionare al meglio il grande calcio. Il clima molto costruttivo di questi giorni ha portato a un accordo condiviso e votato da tutte le 20 società”, ha spiegato Beretta aggiungendo che sono state approvate “all’unanimità anche le linee guida” per il bando di vendita dei diritti tv del triennio 2018-2021

Maurizio Beretta

Maurizio Beretta, presidente della Lega Calcio Serie A (foto Olycom)

Introducendo la vendita centralizzata dei diritti televisivi e nuovi criteri di mutualità e redistribuzione delle risorse, la Legge Melandri, ricorda l’agenzia Ansa, ha determinato una vera e propria rivoluzione nel calcio italiano. Al punto che le modalità di ‘spartizione della torta’ hanno rappresentato uno dei motivi principali per cui i club della Lega di Serie A hanno deciso la scissione dalla Lega di Serie B nella primavera del 2009. Da lì in poi, però, la definizione della divisione delle risorse ha dato sempre luogo a momenti di tensione fra le società del massimo campionato. L’anno scorso, quando si è trattato di ripartire i proventi dalla vendita dei diritti tv per il triennio 2015-2018, una trattativa estenuante, con le sei big schierate in trincea contro le medio-piccole, ha prodotto un compromesso votato da 18 club, valido per una stagione.

Quell’intesa, in cui si raddoppiava da 30 a 60 milioni di euro il cosiddetto ‘paracadute’ per le squadre retrocesse, è stata poi prorogata in attesa del nuovo accordo, votato oggi all’unanimità dalla seconda assemblea convocata sul tema.