Mercato

28 novembre 2016 | 18:26

Un bollino viola per certificare i siti autentici e limitare la diffusione delle bufale online. La proposta di Davide Ciliberti di Purple & Noise

Dopo che colossi come Google e Facebook hanno deciso di porvi un argine – limitando la possibilità di inserimenti pubblicitari per quei siti che pubblicano e virilizzano contenuti falsi, il tema delle bufale online è tornato di grande attualità. E grazie anche alla ‘complicità’ delle presidenziali in USA, con la risonanza avuta sulle piattaforme social di post con contenuti che distorcevano la realtà, si sono accesi i riflettori sulla permeabilità degli internauti alle cosiddette bufale medianiche.

“Non riesco ad immaginare come Facebook e Google potranno mettere a terra questa loro iniziativa, ma certamente reputo particolarmente pericoloso lasciare a questi due colossi e ai loro algoritmi la facoltà di ergersi a unici giudici del vero o del falso”, ha commentato Davide Ciliberti, spin doctor e fondatore dell’agenzia Purple & Noise PR, sottolineando come il tema centrale sia “l’autorevolezza delle fonti e la loro riconoscibilità da parte del pubblico, che ovviamente non può possedere l’occhio clinico di un capo-redattore navigato”.

Muovendosi in quest’ottica, già da gennaio scorso Ciliberti avevo proposto all’Ordine dei Giornalisti di valutare l’idea di un ‘bollino viola’, un segno di riconoscimento, erogato dall’Odg stesso – dopo la compilazione di un modello online di autocertificazione con i dati del tesserino associativo – e riservato “solo a quei siti, blog o portali curati o redatti da un giornalista, pubblicista o professionista”, per rendere gli internauti “maggiormente consapevoli dell’origine e della natura di quella fonte”.

L’idea aveva ottenuto un significativo consenso tra gli addetti al settore, senza però un seguito ufficiale presso l’Ordine. “La proposta nulla toglie al mondo del web, ovvero non va nella direzione di limitare semmai in quella di aggiungere un agevole strumento di analisi”, ha specificato ancora Ciliberti, ricordando come la proposta potrebbe anche generare un beneficio per il mercato dell’editoria. “Molti di questi siti, spesso grazie alla visibilità concessa dalle news che pubblicano, guadagnano con la pubblicità. Probabilmente il bollino, conferendo loro maggiore autorevolezza, potrebbe anche indurre maggiori incassi e conseguentemente stimolare i proprietari dei siti ad attivare collaborazioni con i molti giornalisti freelance, da cui anche – nel tempo – apprendere anche le arti e le regole della professione”.