30 novembre 2016 | 17:56

A quasi un anno dall’annuncio della fusione Itedi-Gruppo Espresso inaccettabile parlare solo di tagli, dicono i giornalisti della ‘Stampa’, proclamando lo stato di agitazione. La Fnsi: ricorrere a riduzioni certifica la mancanza di una visione strategica

A un anno dall’annuncio della fusione tra Itedi e Gruppo Espresso presentato “solo ed unicamente” un piano con tagli e “senza garanzia per il futuro del giornale e dei livello occupazionali di giornalisti e poligrafici”. Lo scrive oggi in una nota sindacale pubblicata su sito e quotidiano, l’assemblea di redazione della ‘Stampa’, proclamando lo stato di agitazione e riservandosi di presentare “un ampio pacchetto di azioni di protesta”.

I giornalisti, a fronte anche di “un bilancio 2016 che sarà chiuso in attivo”, ritengono inaccettabile parlare solo di tagli che, dal loro punto di vista impatterebbero pesantemente sulla redazione, rendendo ancora più difficile garantire la qualità che contraddistingue la testata, peggiorando ulteriormente le condizioni di lavoro.

Di seguito il testo della nota integrale:

L’assemblea di redazione dei giornalisti de La Stampa prende atto del fatto che, a quasi un anno dall’annuncio della fusione del gruppo Itedi con il gruppo L’Espresso, l’azienda ha presentato solo ed unicamente un piano centrato sui tagli senza nessuna garanzia per il futuro del giornale e dei livelli occupazionali di giornalisti e poligrafici, a fronte tuttavia di un bilancio 2016 che sarà chiuso in attivo.

I giornalisti de La Stampa ritengono inaccettabile parlare solo di tagli che impatterebbero pesantemente sulla redazione, rendendo ancora più difficile garantire la qualità che da 150 anni contraddistingue questa testata, e si limita a peggiorare ulteriormente le condizioni di lavoro dei colleghi.

Pertanto, l’assemblea proclama lo stato di agitazione e si riserva di presentare a breve un ampio pacchetto di azioni di protesta, se non ci sarà un cambiamento radicale nelle relazioni sindacali.

La sede di ‘La Stampa’

A favore dei giornalisti si è espressa la Federazione Nazionale della Stampa. ”Gli ulteriori tagli alle retribuzioni e ai trattamenti dei giornalisti, annunciati dall’azienda, sono semplicemente irricevibili”, ha commentato in una nota Raffaele Lorusso, segretario generale Fnsi, ribadendo come “la pretesa di continuare ad affrontare le criticità del mercato e dei bilanci soltanto in termini di tagli e di riduzioni di costi, senza alcun piano di rilancio e di investimenti sulla qualità, certifica l’assenza di una visione strategica e fornisce l’esatta dimensione del modello di produzione e di organizzazione del lavoro al quale guardano molte aziende editoriali”.

“L’obiettivo, da questo punto di vista, è chiaro da tempo: rendere sempre più marginale il lavoro dipendente, attraverso la riduzione degli organici e il ricorso agli ammortizzatori sociali, per fare spazio nelle redazioni al lavoro di giornalisti pensionati e attingere a piene mani al lavoro precario e irregolare. Si tratta di un fenomeno sempre più diffuso che, a Torino come altrove, non potrà più essere tollerato, ma dovrà essere contrastato in ogni sede perché decreta la morte della professione e produce gravi ripercussioni sulla qualità dell’informazione, sul mercato del lavoro e sul sistema previdenziale”.

Solidarietà anche dall’Associazione Stampa Subalpina, il sindacato dei giornalisti piemontesi, che condivide “le preoccupazioni espresse dai giornalisti de La Stampa circa la mancanza di un piano editoriale dettagliato a quasi un anno dall’annuncio della fusione Itedi-Espresso e circa il piano di tagli annunciato dalla proprietà”, preoccupazioni che per altro riguardano anche i giornalisti delle altre testate piemontesi coinvolte nell’operazione di fusione e che “necessitano anch’essi di risposte precise”. “Fin dal suo annuncio, questo sindacato ha voluto guardare a questa operazione industriale con attenzione e senza preconcetti, accettando anche le sfide di un mercato editoriale in trasformazione”, scrive l’Associazione. “Ora è giunto, però, il tempo che la proprietà del giornale avvii un confronto approfondito con il sindacato e che scopra le carte sul piano editoriale. Ed e’ del tutto evidente che rilancio delle testate e tagli indiscriminati non sono elementi che possano andare d’accordo”.

Stampa Subalpina ricorda, infine, che la scorsa settimana con l’Associazione Ligure dei Giornalisti e’ stato chiesto all’azienda di riprendere il confronto sui Co.Co.Co, “che rappresentano una parte importante della forza lavoro del giornale e che richiedono un’intesa che ne definisca i diritti. E la tutela dei collaboratori è un altro degli impegni che questo sindacato ha chiesto e continuera’ a chiedere all’azienda, perche’ non siano i piu’ deboli a dover pagare per primi il prezzo di un’operazione i cui contorni non sono stati chiariti”.