01 dicembre 2016 | 11:05

Completato lo spegnimento delle frequenze interferenti sull’Adriatico. Giacomelli: l’Italia torna alla legalità internazionale

Il ministero dello Sviluppo economico ha completato il processo di spegnimento (switch off) degli impianti che interferivano sull’Adriatico con i paesi confinanti. Lo ha reso noto l’Unione internazionale delle telecomunicazioni (Itu). Solo nelle Marche l’operazione è stata temporaneamente sospesa a causa dell’emergenza terremoto.

Antonello Giacomelli

Antonello Giacomelli, sottosegretario allo Sviluppo economico con delega alle comunicazioni

“Dopo decenni l’Italia delle frequenze torna nella legalità internazionale, “è il commento del sottosegretario allo Sviluppo economico con delega alle comunicazioni Antonello Giacomelli. “Nel momento di insediamento di questo governo l’Itu, l’Onu delle frequenze, ci ricordò che l’Italia era da tempo un’osservata speciale perché utilizzava frequenze tv non coordinate che appartenevano ai paesi confinanti”.

“Ci siamo impegnati a rimediare e, dopo un lavoro molto complesso, oggi abbiamo mantenuto la parola e possiamo sederci ai tavoli di coordinamento con i paesi confinanti anche in vista della liberazione della banda 700”, conclude Giacomelli.

I problemi con Francia, Malta e Svizzera erano stati risolti nella prima metà del 2016, mentre le frequenze interferenti con Croazia e Slovenia sono state spente tra l’inizio e la fine di novembre. Nel complesso le frequenze spente sono state 12 in Puglia, 10 in Abruzzo e Molise, 9 in Friuli-Venezia Giulia, 8 in Veneto, 5 in Emilia, 4 in Sicilia, 2 in Liguria e Toscana e 1 in Lombardia.

Contemporaneamente sono state messe a disposizione 26 frequenze coordinate in Piemonte, Lombardia, Friuli-Venezia Giulia, Veneto, Emilia Romagna, Abruzzo, Molise, Puglia, Basilicata, Calabria, Campania, Liguria, Toscana e Sardegna, 18 delle quali sono state effettivamente assegnate in base alle richieste dei fornitori di servizi media audiovisivi.