02 dicembre 2016 | 17:55

Merlo lascia l’incarico in Rai dopo sei mesi. Nella lettera di dimissioni in mano a ‘Repubblica’ scrive: clima irrespirabile, il progetto di Verdelli sabotato; noi calunniati e dai vertici nessuna solidarietà

“Speravo di aiutare il giornalismo della Rai a liberarsi dalla soffocante dipendenza della politica. Vado via perché questa missione è impossibile”. Sono le parole con cui Francesco Merlo, chiamato sei mesi fa alla Rai da Carlo Verdelli e dal direttore generale Antonio Campo dall’orto, ha annunciato le sue dimissioni sul quotidiano La Repubblica.

Collaboratore della direzione editoriale per l’offerta formativa, l’editorialista di Repubblica che alla Rai era arrivato a giugno non nasconde la sua amarezza: “Il clima si è fatto irrespirabile e il progetto di Verdelli, ricchissimo e innovativo nella progettazione del futuro, è stato sporcato e sabotato nei sottoscala dei poteri della Rai”, ha spiegato.

Francesco Merlo

Francesco Merlo

“Me ne vado perché con tenacia viene ingiuriato e calunniato il nostro lavoro, senza repliche, senza creare attorno a noi una minima solidarietà di squadra, con il silenzio dei vertici aziendali che dovrebbero invece rivendicare con orgoglio il nostro lavoro di questi mesi e quel progetto bandiera che è stato pensato al servizio della crescita culturale del paese”.

“Non posso stare in un posto nel quale non ci sono più le condizioni per portare a termine il lavoro che mi era stato offerto. Dico di più: ora temo che quelle condizioni non ci siano mai state e che il mio nome sia stato utilizzato per coprire una operazione gattopardesca, una foglia di fico sulla Rai delle clientele politiche contro la quale tanto avevo scritto”, ha scritto ancora, ricordando gli attacchi che ha subìto in questi mesi: “Non solo quelli scontati dei politici che stanno in Commissione di vigilanza, forse risentiti per gli articoli che in passato ho loro dedicato, ma soprattutto quelli pregiudiziali e sistematici, incredibili in un’azienda normale, di alcuni membri del consiglio di amministrazione, sia di maggioranza come Siddi, sia di opposizione come Diaconale”.