05 dicembre 2016 | 16:57

Quando si parla di minori il diritto di cronaca deve fare un passo indietro. Così il presidente dell’Odg della Lombardia, Gabriele Dossena, sulla vicenda delle morti sospette a Saronno. Caso segnalato al Consiglio di disciplina

L’Ordine dei giornalisti della Lombardia, sul caso dei presunti killer dell’ospedale di Saronno, ha trasmesso al Consiglio di disciplina territoriale una segnalazione riguardante evidenti violazioni della deontologia professionale, in particolare della Carta deontologica di Treviso.

Gabriele Dossena

Gabriele Dossena

Come spiega una nota dell’Odg lombardo, “la trascrizione e la divulgazione sonora delle intercettazioni dei dialoghi che vedono coinvolto un minore nell’indagine in corso a Saronno, costituisce una palese violazione della deontologia giornalistica”.
La Carta di Treviso sui sui diritti dei minori, firmata il 5 ottobre 1990 da Ordine dei giornalisti, Federazione nazionale della stampa e Telefono Azzurro), obbliga infatti i giornalisti a tutelare la privacy dei minori, ricorda l’Ordine.

“Quando si parla e si scrive di minori, il diritto di cronaca deve fare un passo indietro perché è preminente il diritto alla privacy dei soggetti interessati”, dice Gabriele Dossena, presidente dell’Ordine dei giornalisti della Lombardia. “E’ l’unico caso in cui la privacy deve essere assolutamente salvaguardata e tutelata. E la cronaca deve cedere il passo alla riservatezza. La Carta di Treviso ha un principio ispiratore inderogabile: il minorenne ha una personalità ancora in formazione e quindi ha il diritto ad avere una crescita psicologica senza traumi o interferenze negative. I giornalisti quindi non possono e non devono divulgare notizie relative all’identificazione dei minori coinvolti in episodi di cronaca come quello in questione”.