06 dicembre 2016 | 16:07

Alleanza anti terrorismo tra i giganti del web. Facebook, Twitter, Google e Microsoft al lavoro per sviluppare una piattaforma comune che riconosca i contenuti propagandistici e violenti

Una grande alleanza dei colossi di Internet contro la propaganda del terrorismo, con l’obiettivo di limitare la pubblicazione in rete di immagini e proclami estremistici: Facebook, Google, Microsoft e Twitter stanno lavorando alla creazione di una piattaforma comune che, migliorando l’uso degli algoritmi, possa identificare immediatamente contenuti come i video per il reclutamento o le immagini di esecuzioni, spesso diffuse dai gruppi jihadisti.

La tecnologia in fase di sviluppo, spiega il Financial Times, parte da una ‘impronta digitale’, definita ‘hash’, che renderebbe riconoscibili gli utenti che postano immagini o contenuti a rischio. La matrice sarebbe poi conservata in un database globale e condiviso.

Nella foto, in alto: Satya Nadella (Microsoft), Mark Zuckerberg (Facebook); sotto: Sundar Pichai (Google), Jack Dorsey (Twitter)

“Le nostre aziende condivideranno i contenuti più estremi ed eclatanti. Condividendo queste informazioni possiamo utilizzarle per identificare potenziali contenuti terroristici”, spiegano i vertici delle compagnie. Il progetto dovrebbe essere presentato all’Internet Forum europeo in programma giovedì, mentre, segnala Agi, la piattaforma dovrebbe essere pronta già nel 2017.

La decisione dei quattro big del web mondiale arriva dopo il pressing dell’Unione europea, che li rimprovera di non aver fatto abbastanza negli anni per limitare o monitorare la pubblicazione sulle loro piattaforme di materiale terroristico e di istigazione all’odio. L’accusa alle social media companies e’ quella di non aver saputo mettere un argine alla propaganda filo-terroristica e alle pubblicazioni a sfondo razzista. Domenica scorsa la Commissione ha fatto sapere che l’Unione europea potrebbe agire con delle norme ad hoc e con un giro di vite nei confronti delle societa’ che non eliminano o limitano la pubblicazione di contenuti radicali sulle loro piattaforme. Negli Stati Uniti, il Dipartimento di Stato e il ministero della Giustizia hanno piu’ volte invitato i grandi del web a sviluppare tecnologie in grado di limitare la pubblicazione di materiale a rischio estremismo e una organizzazione non-profit Usa, la ‘Extremism Project’ di recente ha messo a punto una sistema per individuare contenuti terroristici sulla base di una precedente tecnologia usata per sconfiggere la pedofilia in rete.

La richiesta di Bruxelles e la stessa iniziativa dei colossi di Internet si scontra con l’eterno dilemma sulla liberta’ della Rete, della censura (o dell’autocensura) di fronte a manifestazioni di odio e di violenza da parte degli utenti. Sia Facebook che Twitter assicurano pero’ che la nuova tecnologia non agira’ come strumento generalizzato di censura, ma servira’ solo a evitare che contenuti odiosi e pericolosi vengano condivisi.