Le ricerche su Google ora fanno a meno delle parole: basta twittare un emoji per avere informazioni

Per sapere che tempo fa, o dov’è la pizzeria più vicina, le parole non servono più. Smartphone alla mano, basta mandare una emoji a Google via Twitter. La compagnia di Mountain View ha infatti lanciato la ricerca attraverso i disegnini, che ormai accompagnano quasi tutte le nostre conversazioni via chat. Nel messaggino si inserisce l’immagine di un ombrello o di una pizza taggando Google (@google), e si riceve una risposta con le previsioni del tempo o le pizzerie nei paraggi.

Google altro non fa che tradurre in parole le emoji ricevute, avviando una ricerca nei dintorni dell’utente. Dall’hamburger all’albero di Natale, circa 200 emoji, delle 1.400 esistenti, fungono da scorciatoie per avere informazioni, anche se la compagnia al momento non ha fornito nessuna lista ufficiale, lasciando agli utenti la possibilità di sperimentare.

Sundar Pichai, ceo di Google

Così facendo Big G si adegua al mondo della comunicazione. Solo su Twitter quasi 10mila messaggi al minuto, 600mila ogni ora, contengono almeno una emoji, mentre secondo EmojiTracker nel mondo ne vengono inviate 6 miliardi al giorno. La più gettonata resta la faccina che ride fino alle lacrime, la stessa che i dizionari Oxford hanno incoronato come parola dell’anno nel 2015. Ma i disegnini disponibili sono tantissimi, ma il loro numero continua a crescere per stare al passo coi tempi. L’anno prossimo, ad esempio, si aggiungeranno il velo islamico e lo yoga.

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