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09 dicembre 2016 | 16:08

Editoria italiana sempre più internazionale nel 2016. Cresce l’interesse dall’estero per i libri per bambini e la narrativa: oltre ai Paesi Europei, in aumento i contatti con il Medio Oriente e il mondo africano

Si vendono più diritti e se ne acquistano meno dall’estero. L’editoria italiana è più internazionale nel 2016, non solo nel settore Bambini e Ragazzi, anche nella Narrativa. E’ quanto emerge dalla ricerca sull’import/export dei diritti realizzata dall’Ufficio studi dell’Associazione Italiana Editori (AIE) per conto dell’ICE-Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane, presentataa Più libri più liberi, la Fiera nazionale della piccola e media editoria.

Secondo quanto si evince dai dati, le case editrici italiane nel 2016 hanno venduto all’estero i diritti di 6.229 titoli (+5,3% sul 2015) e ne hanno acquistati 10.169 (-4,8% sul 2015). I titoli venduti nel 2016 rappresentano il 9,5% delle novità pubblicate mentre nel 2011 erano il 3,2%.

L’export dei diritti italiani si basa soprattutto sui libri per Bambini che sono al 37,9% (+13,5% sul 2015) e sulla Narrativa che ottiene il 35,4% (+4,3 sul 2015), mentre per gli acquisti dei diritti l’attenzione degli editori italiani si concentra sulla Narrativa che occupa il 34,8% (-1,7% sul 2015).

La crescita maggiore è degli Illustrati che rappresentano il 3,3% (+10,2% rispetto al 2015). E cambiano i paesi di riferimento in cui si esporta l’editoria italiana. Mentre l’Europa si conferma il mercato tradizionale delle vendite con il 59,2% (+23,1% sul 2015), a crescere maggiormente sono il Medio Oriente con il 4,3% (+77% sul 2015) e i paesi africani che con lo 0,6% sono in aumento del +30% sul 2015. I mercati principali per l’acquisto dei diritti restano l’Europa con il 54,4% e il Nord America con il 28,5%. Da sottolineare un interesse numericamente ancora piccolo ma culturalmente rilevante verso i paesi e l’editoria africana che rappresenta lo 0,1% con +37% sul 2015.

Diversa la situazione per i piccoli editori che comprano più diritti all’estero di quelli che vendono, anche per la necessità in fase di avvio di crearsi un catalogo importante. Cresce però, e più della media, la loro capacità di vendere all’estero: l’export dei diritti raggiunge il 15,3% (+13,8% sul 2015) mentre l’acquisto dei diritti è al 45,9% (+18,1% sul 2015) .

“L’Osservatorio – ha commentato Gianni Peresson, responsabile dell’Ufficio studi AIE – conferma le tendenze di lungo periodo dell’editoria italiana: crescente capacità di proporre autori, generi e tipologie editoriali diverse a editori e mercati stranieri; capacità di proporsi verso paesi e mercati che non sono più solo quelli tradizionali”.

La ricerca è integrata anche da un osservatorio sulle coedizioni: nel 2016 sono state 1.075 quelle realizzate con gli editori stranieri. Due i generi che si impongono: quello dei Bambini e Ragazzi (57,7%) e quello degli gli Illustrati (18,5%). “L’ICE-Agenzia ha da sempre creduto alle potenzialità della piccola e media editoria italiana, sostenendo Più Libri Più Liberi sin dalla sua prima edizione – ha commentato Ferdinando Fiore, dirigente dell’Ufficio Beni di Consumo di ICE-Agenzia-. Con questo obiettivo, in stretta collaborazione con l’AIE, è alla ricerca costante di nuovi mercati; nel 2016 infatti siamo stati Paese ospite d’onore alla Fiera internazionale del Libro di Abu Dhabi e per il 2017 saremo Paese ospite d’onore alla Fiera internazionale del libro di Teheran”.