12 dicembre 2016 | 10:59

Quasi 13 milioni di italiani, soprattutto al Sud e nel Nord-Est, vivono in comuni senza una libreria. L’analisi Aie: l’assenza incide sugli indici di lettura

Quasi 13 milioni di italiani vivono oggi in Comuni senza una libreria. E’ la preoccupante fotografia scattata dall’Ufficio studi dell’Associazione Italiana Editori (AIE) in un’indagine presentata a termine di ‘Più libri più liberi’, la Fiera nazionale dedicata alla piccola e media editoria, svoltasi dal 7 all’11 dicembre a Roma. Dall’indagine risulta che il 21,1% della popolazione che risiede in Comuni con più di 10 mila abitanti non ha una libreria vicino (sono esclusi i Comuni dove possono esserci cartolibrerie, edicole-negozio, centri commerciali con librerie).

In sostanza, in Italia ci sono 687 Comuni sopra i 10 mila abitanti, l’8,6% del totale, che non hanno una libreria. Nelle Isole e nel Sud la percentuale di assenza di librerie si alza: il 15,1% dei centri delle Isole (con oltre 10 mila abitanti) e ben il 33,3% di quelli del Sud (più di 1 su 3) è senza librerie. Ma vale anche per il Nord Est, dove il 20,5% (1 su 5) è senza librerie.

La situazione non appare rosea nemmeno sul fronte delle biblioteche scolastiche. Circa mezzo milione (486.928) di ragazzi, segnala Aie, frequenta istituti privi di biblioteca. Sono 262 mila nella scuola primaria, 147 mila nella secondaria di primo grado e 77 mila nella secondaria di secondo grado. Circa 3,5 milioni di studenti frequentano scuole con un patrimonio librario inferiore alla media, quindi hanno meno possibilità di scegliere cosa leggere. E si parla di medie di patrimoni bibliotecari che oscillano – a seconda degli ordini scolastici – tra 1.500-3.500 volumi.

Secondo il responsabile dell’Ufficio studi Aie, Giovanni Peresson esiste una correlazione tra assenza di librerie e indici di lettura. “Nelle aree metropolitane e centri urbani maggiori (con oltre 50 mila abitanti), dove il tessuto di librerie, ma anche di servizi bibliotecari, è più fitto e solido, gli abitanti residenti che si dichiarano lettori di libri sono, rispettivamente, il 51,1% e il 44,4%”. “Già nelle periferie delle aree urbane questo valore scende al 42,8% (nonostante la relativa facilità di spostamenti verso le aree centrali della città). Poi l’indice di lettura diminuisce al calare della dimensione del centro urbano: 38,1% nei Comuni tra 10-50 mila abitanti; 39% in quelli da 2-10 mila; fino al 35,4% nei Comuni (e sono tanti) fino a duemila residenti. E non è un caso che le perdite maggiori di lettori negli ultimi 5 anni siano avvenute nei piccoli centri (-15,3%, rispetto a una perdita media nazionale del -9,1%). Mentre nelle aree metropolitane questo calo si è arrestato al -3,1%, ma per risalire al -5,1% nelle periferie”.