12 dicembre 2016 | 14:56

Arriva anche in Italia Wavemaker, divisione di Mec specializzata sul content marketing. A guidarla Julian Prat e Alessando Pastore

Emanuele Bruno – Esordio nazionale dopo quello mondiale per Mec Wavemaker. L’Italia è così il tredicesimo Paese in cui diventa ufficialmente operativa la realtà formata da 14 elementi che offre servizi di content marketing che sono finalmente sapientemente integrati assieme: la consulenza strategica, la creatività, il ‘seo’, la misurazione dei risultati, l’attivazione delle partnership appropriate. La nuova sigla era stata presentata l’estate scorsa dal board internazionale nelle solari giornate del Festival della pubblicità a Cannes. In Italia la partenza ufficiale di Mec Wavemaker è stata annunciata stamane ad Assago, nel cuore dell’hinterland milanese.

Nella foto da sopra: Alessandro Pastore, Content & Innovation Director MEC; e Julian Prat, chief Strategy Officer MEC

Non si tratta – hanno chiarito i manager presenti – di una expertise che verrà messa a disposizione degli altri marchi di GroupM, ma finora di una ‘chicca’ originale di Mec. La struttura, affidata a Julian Prat, chief strategic officer di Mec, e ad Alessando Pastore, content & innovation director, presta quindi i suoi servizi soltanto alla super agenzia media guidata da Luca Vergani, che Recma ha pesato a 1,3 miliardi di amministrato. Vergani, inoltre, ha annunciato che Mec ha appena vinto la gara Meridiana e c’è da registrare pure che, sempre in casa GroupM, il suo collega di MindShare, Roberto Binaghi si è aggiudicato Salumifici Italiani.

Testimonial della “necessità’’, oramai, per le aziende che fanno comunicazione e marketing in maniera evoluta, di avere un partner di questo tipo, sono stati due dei clienti che hanno già cominciato ad utilizzare con profitto i servizi della sigla di Pratt e Pastore. Nicola Novellone, head of brand and advertising di Vodafone, attingendo e facendo riferimento anche alle case history del gigante delle tlc condotte con ‘Amici’ e con ‘Il Milanese Imbruttito’ e The Jackal, ha rimarcato come oramai vadano considerate ‘contenuto’ tutte le più svariate produzioni di senso degli spender, dal sito, allo spot, passando per gli eventi e le promozioni, e come sia messo in crisi da questa nuova realtà perfino “il concetto tradizionale di comunicazione”. Il content è senza dubbio il re, “the king”, del nuovo ambiente, ma per Vodafone la distribuzione, le piattaforme, sono quanto meno ‘the queen’ del contesto, altrettanto decisivi per rispondere agli obiettivi di ritorno dell’investimento, di efficienza e coerenza con tutte le altre attività delle marche. Marche che sempre e comunque, secondo Novellone, “qualunque tipo di cosa facciano, raccontano una storia”. Secondo il manager di Vodafone “il mondo dell’offerta di contenuti è strabordante e le proposte superano la domanda”.

Un alleato come Wavemaker diventa così decisivo per scegliere. I numeri, gli insight, la creatività, le possibilità di correzione di tiro che una realtà come quella appena fatta esordire da Mec può garantire ai clienti che fanno branded content, anche secondo Fabrizio Paschina, responsabile pubblicità e web e relazioni esterne di Intesa Sanpoalo, “uno strumento essenziale per competere nella nuova arena competitiva”. Paschina ha sottolineato come Intesa abbia scelto la strada dei contenuti già a partire dal 2009, dovendo corroborare fiducia e reputazione di Intesa SanPaolo, “sempre rimasti alti” in un lungo periodo storico in cui invece il sistema del credito nel suo complesso ha sofferto un deficit di queste credenziali nella relazione con il cliente. “Si può dire – ha detto Paschina – che oramai consideriamo investimento in contenuti tutto il nostro investimento in comunicazione e marketing”. Intesa SanPaolo sarà dotata a partire dal 2017 di una propria DMP (Data management platform), che potrà progressivamente integrare nella banca dati dell’istituto anche le informazioni sensibili che arrivano dalle altre attività, media innanzitutto.