Editoria

14 dicembre 2016 | 17:24

Le cinque più grandi prigioni per giornalisti sono Turchia, Cina, Siria, Egitto e Iran. Tutti i numeri del 2016 di RSF sulla libertà di stampa (INFOGRAFICHE)

Sono 348 in tutto il mondo i giornalisti in carcere, 52 quelli in ostaggio. Il numero di cronisti incarcerati cresce del 6% rispetto al 2015, quello dei colleghi in ostaggio diminuisce del 15%. Oltre 100 sono incarcerati nella sola Turchia. Sono alcuni dei numeri contenuti nel Rapporto Rsf 2016 sulla libertà di stampa appena pubblicato da Reporter senza frontiere.

Circa cento i giornalisti incarcerati in Turchia semplicemente per il fatto di aver svolto il proprio mestiere, con un’impennata degli arresti del 22% dopo il fallito colpo di Stato dello scorso luglio. Completano la top five delle “prigioni” per cronisti Cina (103), Siria (28), Iran (24), Egitto (27).

Dei 52 giornalisti in ostaggio, invece, 26 sono in Siria, 16 in Yemen e 10 in Iraq. In 21 di questi casi i sequestratori sono affiliati allo Stato Islamico, 15 appartengono alle fila dei ribelli sciiti Houthi, 3 ad altri gruppi tipo Al-Qaeda e 13 non si sà.

“La persecuzione di giornalisti di tutto il mondo sta crescendo a un tasso sconvolgente”, commenta il segretario generale di Rsf, Christophe Deloire. “Alle porte dell’Europa è in corso una caccia alle streghe che ha portato dietro le sbarre decine di giornalisti e ha trasformato la Turchia nella più grande prigione al mondo per i professionisti dei media”.

Qui il link al Rapporto 2016 di Reporter senza frontiere sui giornalisti detenuti, tenuti ostaggio o scomparsi.