16 dicembre 2016 | 11:54

Lo spirito rock delle emittenti libere rivive in RadioFreccia, stazione presentata ufficialmente ieri dal gruppo di Lorenzo Suraci. Tra gli speaker Zampaglione, Ruggeri e Paola Turci

Radio Freccia, on air e online  già dalle 18.01 del 26 ottobre scorso, è stata ufficialmente presentata ieri a Milano alla presenza dell’editore Lorenzo Suraci, del board del gruppo Rtl 102.5 e di gran parte dei 25 speaker della nuova emittente rock.

Lorenzo Suraci circondato dagli speaker di RadioFreccia

Lorenzo Suraci circondato dagli speaker di RadioFreccia

(Eco di Bergamo) (…)Il primo claim, «Libera come noi», sembrava già funzionare, ma lo slogan che accompagna la presentazione ufficiale di RadioFreccia è anche meglio: «la radio com’era nel mondo com’è». La nuova emittente vive 24 ore su 24, unendo voci storiche e giovani professionisti. Si ascolta su tutto il territorio nazionale in Fm, in Dab, in streaming su www.radiofreccia.it o scaricando la App gratuita per Android e Ios. In radiovisione è sul canale 258 del digitale terrestre. Per rimanere fedele all’idea d’antan della radio gli speaker non vanno in video e così i videoclip dei brani in onda, vengono solo accompagnati dalle voci narranti.

Il primo palinsesto di RadioFreccia

Il primo palinsesto di RadioFreccia

Lorenzo Suraci, patron di Rtl102.5 e di Radio Zeta l’Italiana, si è messo in un’altra impresa radiofonica con l’idea di allestire un «laboratorio per rilanciare nuove idee» e in qualche modo recuperare lo spirito della radio libera di una volta. La scelta del nome altro non è che un omaggio al film di Luciano Ligabue e serve anche a identificare lo stretto rapporto che la nuova emittente avrà con la musica ed il suo mondo, di operatori e musicisti. «Tutto nasce dall’acquisizione della concessione delle frequenze dell’ex-Radio Padania, acquisita l’estate scorsa», spiega Suraci. «Pensavo di volturare tutto quanto e di accorpare alla concessione di Radio Zeta l’Italiana per renderla nazionale, ma in questo Paese la burocrazia è fatta a modo suo e la radio è ancora schiava delle vecchie normative dell’analogico. Speriamo che le rivedano quanto prima. Sta di fatto che invece di nazionalizzare Radio Zeta, emittente commerciale, mi sono inventato un altro soggetto adeguato. Avevamo fatto un investimento non da poco e dispiaceva che rimanesse lì in attesa. Così abbiamo fondato un’associazione culturale legata al discorso della musica e in questo modo siamo partiti con RadioFreccia».

Il clock di RadioFreccia

Il clock di RadioFreccia

Per farne una cosa più presente possibile nell’air radiofonico, Suraci ha subito allargato l’orizzonte delle frequenze acquisite, 136 in tutta Italia. «Il nuovo progetto è legato al mondo del rock -spiega-, quasi fosse una costola di RtlRock che è già un nostro canale. L’ho ascoltato per qualche giorno, con attenzione, e mi sono innamorato di musica e progetto. Puntiamo sul rock perché è un genere che ci differenzia da tutti. Mica posso fare una cosa uguale a Rtl o a Radio Zeta, sarebbe suicida. Diciamo che tendenzialmente andiamo a recuperare la vecchia idea di radio libera, non proviamo certo a scimmiottare Virgin Radio che sul rock ha un taglio molto commerciale».

Marta Suraci

Marta Suraci

Il modello è quello delle radio libere di una volta, al tempo strettamente territoriali. Oggi l’orizzonte di RadioFreccia è nazionale. «Sono in pista con la radio dal 1987 e mi mancava l’avvio delle prime emittenti libere, dal 1975 in avanti. Quei dieci anni di voci però mi affascinavano. E ricordando i tempi con Gigi D’Ambrosio, che aveva fatto RockFm, abbiamo pensato al futuro di un passato importante. La prima telefonata organizzativa l’ho fatta a Zap Mangusta con cui avevo collaborato tempo addietro, il suo stile però era distante da quello di una radio come Rtl. Nel giro di qualche parola siamo rimasti folgorati entrambi. È lui che ha battezzato il progetto, subito dopo si è fatto vivo Eddi Berni. Ha un’accademia a Milano dove si fa scuola di dizione e teatro. Insieme abbiamo progettato un palinsesto di 24 ore, con alternanza di conduttori ogni due, e con tante voci fantastiche. Dalle 22 a mezzanotte mi sono messo in testa di fare, tra Milano e Roma, un intrattenimento con artisti in diretta: Federico Zampaglione, Ruggeri, Paola Turci, il giornalista Stefano Mannucci del Tempo e di Rai Stereo Notte, Andrea Lanfranchi del Corriere. In tutto sono 25 i deejay!».

Il logo di RadioFreccia

Il logo di RadioFreccia

Stilisticamente RadioFreccia sarà sganciata dalle regole che inevitabilmente legano le radio al mondo delle discografiche. «Rispetto alla musica sarà sganciatissima: noi facciamo solo rock, l’altra musica va su Rtl e RadioZeta. La formula è questa. Mischiamo vecchissimo, vecchio e nuovo, con un sistema di rotazione di cui abbiamo fatto esperienza negli anni. Non ci saranno parlate lunghe, ma si parlerà prima e dopo la musica. Fatto cento, la musica dev’esser pulita al 99».