21 dicembre 2016 | 18:18

In pochi mesi abbiamo triplicato lo share, dice il direttore di Rai News Antonio Di Bella. L’integrazione con la Tgr? Un progetto fondamentale per non uscire dal mercato

Il progetto all news è “stimolante”, in pochi mesi “abbiamo grosso modo raddoppiato, in alcuni casi triplicato” lo share. Lo ha sottolineato il direttore di Rai News Antonio Di Bella, in audizione davanti alla commissione parlamentare di Vigilanza. “Secondo uno degli ultimi dati la permanenza media sul canale è di 22 minuti, prima era di 10-15. Questo vuol dire che i telespettatori ci seguono”, ha osservato spiegando che “alle 6 del mattino, quando andiamo sui canali generalisti, facciamo il 10 per cento”.

“Una all news non deve essere solo news: ci deve essere una evoluzione, una informazione che non è solo un rullo”, ha aggiunto. “E’ quello che abbiamo provato a fare. Ogni mezz’ora un tg classico, poi la seconda mezz’ora con un approfondimento che va dalla rubrica all’intervista”, trattando anche temi come l’alimentazione, la salute, la cultura.

Antonio Di Bella

Di Bella ha spiegato anche che Rai News svolge “una funzione di service per la Rai” e che tutti i programmi del mattino “ci chiedono dove abbiamo gli inviati per poterli usare. E’ un aggravio di lavoro”, ma significa che ciò che facciamo “è anche di una utilità complessiva”.

Pur non avendo ancora modo di rispondere alle domande dei membri della commissione sul nuovo piano editoriale della Rai di Carlo Verdelli, Di Bella ha spiegato che ”l’integrazione con la Tgr per me è fondamentale. ”La nostra forza rispetto a Sky è il territorio e questa sinergia la stiamo già portando avanti con Morgante (direttore della tgr, ndr)”. Dal suo punto di vista questo è “un processo difficile e faticoso ma va fatto assolutamente per non finire fuori mercato”. “I modi in cui verrà attuato non sta a me deciderli, ma è un tema fondamentale e decisivo. Il rapporto regioni-all news è vitale”.

Il tema dei contenuti del programma di riorganizzazzione delle news di Carlo Verdelli è stato toccato in diversi momenti dell’audizione, anche con toni polemici da parte di alcuni membri della commissione.

“Ritengo che la Commissione di vigilanza venga costantemente umiliata dalla dirigenza Rai, dall’uscita continua sulla stampa di notizie sul piano informazione, che noi non conosciamo ancora, di Verdelli, che che non sappiamo cosa farà, se si dimetterà o no”, ha detto il senatore Alberto Airola (M5s). D’accordo con lui il senatore Salvatore Margiotta (Pd): ”Chiedere al singolo direttore, anche se bravissimo come Di Bella, di parlarci delle sue idee su come riorganizzare il servizio è un bellissimo esercizio quasi kafkiano, cioè parlare del passato prima di capire in futuro cosa accadrà”. Considerato anche che ”sento cose surreali. La scorsa settimana pare sia stata presentata la prima bozza del piano editoriale e il direttore generale avrebbe detto che contiene molto cose che non gli piacciono. E’ una cosa risibile, in qualunque azienda se un piano non ti piace, non lo porti”. Anche per il vicepresidente della Commissione di Vigilanza Rai, Francesco Verducci (Pd), ”c’è l’urgenza di esprimersi sul piano editoriale della Rai. Ci aspettiamo che la Rai sia all’altezza di quella informazione che le compete, lasciandosi alle spalle quelle inadempienze figlie di un mondo passato”. Per il senatore Maurizio Rossi (Misto, Liguria Civica) ”è strano che si pensi di fare il piano dell’informazione con una concessione in proroga e una convenzione non ancora stipulata… è una follia”.