22 dicembre 2016 | 12:25

Piano industriale entro metà febbraio per il Gruppo 24 Ore. Il presidente Giorgio Fossa: se non diamo una svolta non si va da nessuna parte. Presto per parlare di aumento di capitale. E cambiare il direttore del ‘Sole’ non è un tema all’ordine del giorno

Il cda del Sole 24 Ore ha dato mandato al nuovo amministratore delegato Franco Moscetti “di raggiungere il migliore accordo possibile” per la cessazione del mandato di Gabriele Del Torchio, accordo che a oggi “non è stato ancora definito”. E’ quanto ha spiegato il presidente del gruppo editoriale Giorgio Fossa,nel suo intervento all’assemblea dei soci convocata per prendere decisioni sul capitale.

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Giorgio Fossa, presidente del Gruppo 24 Ore (Foto: Olycom)

Mentre al comitato nomine e remunerazioni il Cda avrebbe proposto un compenso annuo per l’attuale amministratore delegato Franco Moscetti pari a 500mila euro, più un premio del 20% in caso di “raggiungimento del budget”.

Il ‘Sole 24 Ore’ avrebbe anche chiesto a una società indipendente di ricalcolare i dati diffusionali delle copie vendute e distribuite nel 2015 e nel 2016. Nel 2015, riferisce l’Adnkronos, secondo l’approfondimento letto in assemblea dal presidente Giorgio Fossa su invito della Consob, il dato diffusionale medio, considerato sia il cartaceo che le edizioni digitali, scende del 34%: in tutto, le copie diffuse passano da 375mila a 248mila.

“Per fare un piano industriale serio non ci vogliono anni ma qualche mese”, ha detto poi Fossa in assemblea, e nel caso del Sole 24 Ore “possiamo prepararlo tra fine gennaio e la prima quindicina di febbraio, non sarà facile ma ce la possiamo fare”. “Noi abbiamo ereditato un piano industriale, lo abbiamo sottoposto al nuovo cfo e lo stiamo ampliando perché con quel piano industriale non si va da nessuna parte”, ha ggiunto. “Se dobbiamo farne uno come quello che abbiamo ereditato è semplice, basta riempire delle caselle ma né io né il Cda siamo disposti a barare sul piano industriale”.

“Siamo qui per difendere una società che è un patrimonio per il Paese nell’interesse dell’azionista di maggioranza, degli azionisti e dei dipendenti”, ha detto ancora, precisando che l’azione di responsabilità nei confronti degli ex amministratori “non è all’ordine del giorno”, ma “se arrivassero al board degli elementi tali da valutarla, sarà nostro dovere farla”. “Ci sono indagini in corso e prenderemo decisioni quando saranno ultimate”.

Secondo il presidente del Gruppo le “problematiche del Sole 24 ore non si possono attribuire al presidente di Confindustria Boccia“, essendo stato nominato da pochi mesi. Il Sole 24 Ore sarà, con la nuova gestione “più di un libro aperto con Procura e Consob”. “Se non diamo una svolta vera a questa azienda non si va da nessuna parte”.

I costi di produzione del ‘Sole 24 Ore’ sono calati di 2,4 milioni dopo la chiusura del rapporto con Di Source. Rivolgendosi poi ai giornalisti intervenuti, uno dei quali ha detto che “non ci lasceremo trascinare nel fango” annunciando di voler “chiedere conto di ogni responsabilità”. Fossa ha replicato di “non essere intimorito dai toni”.

“Vengo dai metalmeccanici e sono stato in Sea confrontandomi con i sindacati“. All’affermazione del giornalista ha replicato anche l’ad Franco Moscetti, dicendo di non voler “strisciare nel fango” nemmeno lui. “Ho accettato l’incarico con lo spirito del civil servant”, ha detto aggiungendo di voler fare “come Napoleone: vivrò un giorno in più dei miei avversari”, ha detto indicando questi ultimi nei “nostri concorrenti”.

Franco Moscetti (foto Olycom)

A proposito della scelta di Moscetti per la carica di ad, il presidente Fossa ha spiegato di averlo “fortemente voluto”. “Me ne assumo tutte le responsabilità”, ha aggiunto, sottolineando che “sono stato indicato da Confindustria, ma ho voluto mani libere sulla scelta dell’amministratore delegato”. “Cercavo un amministratore delegato non un associato di Confindustria, perché un conto è Confindustria, che ho anche presieduto, un conto l’azienda”. “Avevo bisogno di un capo fabbrica per ricominciare, un capo azienda, perché io faccio il presidente, mi confronterò con l’ad per discutere le scelte che farà, spero d’accordo con me, ma abbiamo ruoli diversi”.

A chi indicava che Franco Moscetti non ha esperienza in campo editoriale, Fossa ha replicato: “guardiamo Marchionne, non faceva automobili, faceva tutt’altro”.

In assemblea è poi intervenuto lo stesso Moscetti, replicando direttamente a chi aveva paragonato la situazione del ‘Sole’ alla navigazione del “comandante Schettino”: “Mi chiamo Moscetti e non Schettino, anche se ho la patente nautica”, ha affermato.

Moscetti poi ha indicato che il nuovo piano verrà redatto “senza consulenti“, con cui lo stesso Moscetti ha detto di avere un “rapporto non facile”, in quanto, “il massimo sforzo creativo che riescono a fare e mettere in fila le indicazioni che ricevono dai manager”. Fa eccezione l’advisor finanziario Guido Roberto Vitale che, “ha vinto una gara, è difficile però dire quanto ci costa perché il suo compenso ha una parte fissa e una parte variabile”.

In merito all’aumento di capitale, il presidente ha precisato che prima viene il piano industriale. L’aumento, ha aggiunto, la cui entità verrà stabilita in funzione del piano stesso, potrebbe essere aperto anche “ad altri soci” ferma restando la quota di Confindustria al 67,5.

L’ad Moscetti ha definito il piano ‘stand alone’, nel quale vengono mantenute le “attuali business unit” e “senza cambiare il perimetro”, in quanto “non c’è un piano di dismissioni come qualcuno chiedeva, poiché quello che dovremmo dismettere è quello che vale meno e non vale la pena ricavarne un badwill”.

Alla domanda se l’agenzia Radiocor sarà ceduta Moscetti ha replicato “non in questo momento, poi valuteremo”, comunque “nel piano non partiamo dal presupposto che dobbiamo dismettere Radiocor”. Quanto invece all’aumento di capitale, Fossa ha detto che “stiamo lavorando per vedere se arriviamo prima dell’assemblea per l’approvazione del bilancio”.

Tra i temi affrontati, anche il ruolo di Roberto Napoletano, direttore del ‘Sole 24 Ore’. La sua poltrona non è in discussione, ha spiegato Fossa, nonostante le richieste fatte di giornalisti in assemblea dopo averne votato la sfiducia. “Non è all’ordine del giorno”, ha detto. “E’ chiaro però che tutti noi, il direttore, così come il sottoscritto e l’amministratore, dobbiamo rendere conto di quello che abbiamo fatto e che faremo e dei risultati che porteremo”.

“Abbiamo scelto un advisor finanziario, stiamo lavorando sulla rinegoziazione del debito“, ha aggiunto invece l’ad Moscetti, a seguito dei rilievi posti da alcuni azionisti sulle condizioni dell’indebitamento del Gruppo meno favorevoli di quelle della concorrenza. “Non è facile oggi fare un roadshow per rinegoziare non solo il debito – ha detto il manager – ma nemmeno un aumento di capitale presentandomi nelle condizioni in cui oggi è il Gruppo”.