22 dicembre 2016 | 13:18

Approvata dall’assemblea dei giornalisti de ‘La Stampa’ la proposta del Cdr sulla riduzione dei costi

Carlo Piro Mander – L’assemblea dei giornalisti della Stampa approvano con pochi No e qualche astensione la proposta del comitato di redazione che riduce a 2 milioni i 3 milioni di tagli di costi proposti dall’azienda. In pratica arriveranno in tutto in forza al giornale 15 persone in cambio di profonde economie diffuse da realizzare nel corso dell’anno in vista di tempi difficili. Dunque, 3 assunzioni a tempo indeterminato, altre 3 (i cosiddetti ‘articoli 36’) assunti subito nelle redazioni provinciali con la promessa di assumerne altri 6 entro due anni, oltre alla stabilizzazione di 9 giornalisti che già da anni lavorano alla Stampa, ma contrattualizzati da Nexta, una società con profilo amministrativo autonomo. Inoltre, secondo le fonti interpellate da Prima per i giornalisti ci sarebbe anche qun aumento del fondo per l’aggiornamento professionale: da 1000 a 1500 euro.

La sede di ‘La Stampa’

Fin qui, le buone notizie. Ma cosa lasciano al tavolo delle trattative i giornalisti del quotidiano torinese? Secondo quanto risulta, sventato il rischio dei contratti di solidarietà, rimangono i tagli dei costi anche se abbassati a “ milioni rispetto ai 3 milioni richiesti dalla proprietà. Vediamo come.

Pensionamenti anticipati, prima di tutto: fino ad oggi solo una persona li avrebbe accettati, anche se potenzialmente i soggetti interessati sarebbero di più.
Poi, c’è capitolo dolente delle ferie arretrate: ai giornalisti viene chiesto di smaltirne massicciamente, come è stato fatto nel 2015, a differenza di quanto avvenuto nel 2016. Su questo fronte la proprietà avrebbe preteso di esercitare un regolare controllo. Inoltre, è prevista riduzione del personale presente di domenica, chiusura del giornale in redazione ulteriormente anticipata (attualmente è alla22.30) per circa 100.000 euro di risparmi.

E’ sulle collaborazioni che vengono richiesti grossi risparmi, con la previsione di un taglio di circa il 10% del totale (4 milioni 600mila) per una cifra che arriva ai 400mila euro.
E poi, ancora, sono previsti tagli sui viaggi, sulle mazzette dei giornali, sui contratti di noleggio delle auto di servizio del giornale. Nel 2017 sarà sospeso anche il premio di produttività, solitamente elargito a febbraio, mentre nel 2018 toccherà al premio di risultato, legato in ogni caso a bilanci in attivo.
E l’uscita di Massimo Gramellini? Si è parlato anche di questo in assemblea. Per la sua sostituzione sarebbero tre le azioni previste: la valorizzazione di firme interne, un ingaggio di una forma di primo piano all’esterno e il rafforzamento della redazione di Milano.