Protagonisti del mese

23 dicembre 2016 | 10:33

Congelate le decisioni tra i soci del ‘Fatto’

Rimandata a dopo le feste la decisione sulla futura collaborazione di Santoro alla piattaforma multimediale del quotidiano. Ma in ogni caso non si parla di uscita dalla società

“La mia amicizia con Marco Travaglio non è in discussione”, spiega Michele Santoro a Prima, “come non lo è la mia quota di partecipazione nella società editrice. Sono entrato nel Fatto per consolidare il gruppo, la sua indipendenza ed evitare scalate esterne. E questa scelta la confermo e anzi la rafforzo”. È la linea editoriale del giornale di Marco Travaglio a non convincere l’autore e conduttore di ‘Italia’ (Rai2, il giovedì in prima serata), tanto da fargli ribadire, due settimane dopo l’esito referendario e la caduta del governo Renzi, la scelta di congelare una collaborazione operativa sulla piattaforma multimediale del Fatto: “La linea editoriale la dà il direttore e Marco fa benissimo a gestire così il quotidiano. Capisco la sua foga nel sostenere il No al referendum costituzionale, visto il profilo e il posizionamento del giornale. Ma, se dobbiamo lavorare insieme su qualcosa, allora dobbiamo condividere di più le idee. E per ora non le condividiamo. Quindi, fermi tutti, e vediamo che cosa succede”.

Michele Santoro (foto Olycom)

In gioco c’è il lancio della piattaforma multimediale e della web tv del Fatto, di cui Michele Santoro dovrebbe essere (o avrebbe dovuto essere) l’‘asset strategico’. Peccato che nell’ultimo mese i due giornalisti si siano trovati l’uno contro l’altro schierati sulla contesa referendaria (Santoro si è dichiarato apertamente per il Sì a pochi giorni dal voto del 4 dicembre) con toni sempre più accesi. E i bene informati raccontano che da lunedì 5 le acque non si siano per nulla calmate. L’annunciato incontro con tanto di chiarimento non c’è stato e alcuni rumors azzardavano una possibile uscita di Zerostudio’s, la società di Santoro entrata a maggio scorso con un 7% di quote, dalla società editrice. “Niente di più falso”, riprende Santoro, “la mia condizione e convinzione di socio restano quelle della prima ora. Del progetto della web tv riparleremo più avanti. Anche perché questo è un piano molto ambizioso, servirebbero investimenti economici importanti, e non sono convinto che questa linea così militante del giornale favorisca, per esempio, l’individuazione di potenziali partner”.

L’articolo è sul mensile Prima Comunicazione n. 478 – Dicembre 2016

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