Protagonisti del mese

23 dicembre 2016 | 10:37

L’unica gioia? l’‘Huffington’ in utile

Lucia Annunziata può vantare gli ottimi risultati del suo sito, premiato dal pubblico per un giornalismo senza sconti. L’analisi dell’oggi è a tinte fosche: l’Italia è allo sbando, la classe dirigente internazionale è lontana dalla gente e sa dire solo austerity, una forte crisi di credibilità investe la politica e il giornalismo. “Se non avesse vinto il No, non avremmo capito la gravità della situazione”

Ci siamo incontrati nel pomeriggio di domenica 11 dicembre in una saletta appartata del bar Hungaria, davanti a due tazze fumanti di tè. Lucia veniva da Saxa Rubra, dove aveva appena finito di rampognare duramente Luigi Di Maio che, con la sua aria da studentello secchione, stava ripetendo a pappagallo il copia e incolla dello spartito grillino. “Senta Di Maio, io non reggo mezz’ora di frasi fatte”, lo aveva interrotto nel suo stile. Quello che, da una ventina d’anni, la distingue fra tutti gli intervistatori televisivi. Quello che, nel marzo del 2006, fece infuriare Berlusconi a tal punto da lasciare lo studio. Rispettoso ma schietto, senza ossequi né orpelli.

Lucia Annunziata

Eppure la distanza fra la Annunziata e i cinquestelle appare ultimamente accorciata assai. Potrei dire che si è quasi annullata. “Io non sono una grillina”, dice, “ma i processi in atto bisogna pur riconoscerli”. Insomma, ho voluto incontrarla perché leggendo i suoi articoli sull’Huffington Post alla vigilia del voto referendario mi ero accorto che Lucia correva per il No. Cosa c’è di strano? Come 19 milioni di italiani. Già, ma la storia di Lucia avrebbe suggerito la strada opposta. Movimentista fino alla soglia dei 30 anni, schierata sempre a sinistra, spirito liberal. E poi? O forse questo non vuol più dire niente. In quel 60% di No c’è di tutto: sinistrorsi e fascistelli, gruppettari e moderati, proletariato e borghesia, ex berluscones e piddini rancorosi. Lo specchio della grande confusione che regna nel carrozzone della politica e nella testa di noi elettori. “Il mio No non è tanto un voto per Grillo quanto un voto contro Renzi”, sottolinea Annunziata, trasmettendo un messaggio preciso. “Nella mia scelta ha influito più un giudizio negativo sul governo che non un’adesione forte al Movimento 5 Stelle. Renzi era la mia grande speranza. Quando è nato l’Huffington Post, cinque anni fa, appoggiammo la sua campagna contro Bersani. Lo consideravo, lo considero tuttora, un grande politico”.

L’articolo è sul mensile Prima Comunicazione n. 478 –  Dicembre 2016

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