Protagonisti del mese

23 dicembre 2016 | 10:36

Leonardo, second life

Dal 1° gennaio addio a Finmeccanica: il nome del genio da Vinci, un nuovo logo e una complessa operazione di rebranding che punta su ingegno e innovazione e appare più facile all’estero che in Italia

Se chiedi a un non italiano di indicarti la parola che meglio di tutte esprime l’ingegno e la creatività dell’Italia nel mondo, il tuo interlocutore, a prescindere dal livello d’istruzione e dalla latitudine a cui si trova, ti risponderà molto probabilmente con il nome proprio di un italiano vissuto cinquecento anni fa: Leonardo.
Merito, certo, del dipinto più celebre del pianeta, ma anche della sua sorprendente capacità di interpretare i fenomeni naturali e di ‘intuire’ il futuro, progettando macchine la cui realizzazione non poteva essere alla portata dei suoi contemporanei. Merito poi di un immaginario collettivo nel quale da Vinci occupa un posto centrale, grazie anche alle innumerevoli opere che si sono concentrate sul suo genio, da Giorgio Vasari a Dan Brown.

Federico Fabretti con Mauro moretti

Per quanto incredibile possa sembrare, nessuna grande impresa in giro per il mondo fino a oggi aveva deciso di chiamarsi come l’autore del ‘Codice Atlantico’. Un vuoto destinato a colmarsi molto presto: dal 1° gennaio 2017 la vecchia Finmeccanica, azienda metalmeccanica di Stato le cui radici affondano nell’Italia del secondo dopoguerra, diventa Leonardo. È l’atto finale del grande processo di riorganizzazione partito nel 2014, quando da Ferrovie dello Stato è arrivato il nuovo ceo Mauro Moretti che in due anni ha radicalmente cambiato l’assetto societario: si è passati, cioè, da uno schema che prevedeva una holding finanziaria quotata in Borsa che aveva nel Tesoro il proprio maggiore azionista (Finmeccanica, appunto) – cui facevano riferimento per i singoli comparti società controllate (AgustaWestland, Alenia Aermacchi, Selex Es, Oto Melara e Wass) – a una nuova one company a forte carattere industriale, una multinazionale di aerostrutture e alta tecnologia che si concentra – dopo aver dismesso le imprese dei settori trasporti ed energia – sui core business di aerospazio e difesa.

L’articolo è sul mensile Prima Comunicazione n. 478 – Dicembre 2016

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