Editoria, New media

27 dicembre 2016 | 18:18

L’88% degli americani pensa che le ‘bufale’ generino confusione tra le persone. Ma il 14% di loro sostiene di aver condiviso notizie pur riconoscendole come false. I dati del Pew Reasearch Center (INFOGRAFICHE)

L’88% degli americani ritiene che le ‘bufale’ in rete causino una certa confusione nella comprensione delle notizie di attualità tra le persone. A sancirlo i dati raccolti in un recente studio del Pew Research Center secondo il quale questa consapevolezza travalica le appartenenze politiche, andando oltre anche alle differenze anagrafiche, razziali e culturali.

Secondo lo studio il 23% degli americani ha ammesso di aver condiviso notizie false, il 14% di averlo fatto pur sapendo che erano contenuti costruiti ad hoc, e il 16% di averlo realizzato solo successivamente.

Gli intervistati nel 45% dei casi hanno sostenuto di essere abbastanza fiduciosi nella loro capacità di riconoscere contenuti non veritieri, mentre il 39% sostiene di essere convinto di riuscire a smascherare le ‘bufale’.

Su come fare per fermare la proliferazione di fakenews gli americani sembrano avere le idee chiare, indicando politica, pubblico, social media e motori di ricerca come corresponsabili in questa azione, anche se in realtà per gli over 50 un ruolo da protagonista dovrebbe spettare soprattutto alle autorità governative.