29 dicembre 2016 | 9:30

Convenzione Sardegna-Rai per la realizzazione di programmi in lingua sarda e italiana su Rai3 e Radio1. Il consigliere Siddi: pilastro di cambiamento; riconosciuta dignità produttiva al servizio pubblico nella regione

E’ stata firmata la convenzione tra la Regione e la Rai per la produzione e la realizzazione di programmi televisivi e radiofonici in lingua sarda e italiana che saranno trasmessi durante la programmazione regionale, per tutto il 2017, su Rai 3 e Radio 1. “La convenzione”, ha spiegato  l’assessore della Cultura Claudia Firino, “garantira’ fino al 31 dicembre 2017 la programmazione in sardo e italiano concordata con l’assessorato. “E’ un risultato importante”, ha ribadito, “in quanto garantisce l’utilizzo della lingua sarda sui canali radio e tv della Rai, e riconosce inoltre l’articolazione territoriale della Rai nella nostra isola. Elemento importante, quest’ultimo, alla luce della riorganizzazione delle sedi, che vede depotenziate le competenze delle sedi regionali e aggrega la Sardegna a una macroarea lontana dalle nostre peculiarita’ culturali”.

Claudia Firino, assessore alla cultura regione Sardegna

L’assessore ha assicurato che si continuera’ a lavorare per il riconoscimento della lingua sarda negli strumenti normativi nazionali. “Il Dlgs n. 177/2005 afferma infatti che il servizio pubblico radiotelevisivo garantisce la programmazione di trasmissioni in lingua tedesca, ladina, francese e slovena. E la legge di riforma della Rai n. 220/2015 ha confermato questa impostazione, con risorse specifiche, per un valore di 15 milioni, a favore di un’unica convenzione, quella tra la societa’ concessionaria e la provincia autonoma di Bolzano. In attesa dell’approvazione della nuova concessione e del contratto di servizio, questa convenzione rappresenta dunque il nostro serio impegno sul tema. Un segnale a seguito del quale ci aspettiamo un altrettanto serio impegno da parte del Governo perche’ ponga fine alla discriminazione fra le minoranze linguistiche presenti nel nostro Paese”.

“La firma della convenzione e tra la Regione sarda e la Rai per la ripresa della programmazione di trasmissioni in lingua sarda e in italiano sulla cultura e l’identita’ dell’isola colma un vuoto che durava da qualche anno. La determinazione della Regione e molta dell’assessore alla Cultura, Claudia Firino, e’ stata rilevante per un accordo che riconosce la dignita’, anche produttiva, della Rai in Sardegna”, il commento di Franco Siddi, consigliere di amministrazione della Rai, ripreso dall’agenzia Agi. “Questo accordo, ora, deve diventare pilastro di cambiamento da certificare nella nuova convenzione Stato-Rai sugli obblighi di concessione del servizio pubblico, che dovra’ essere stipulata nella prima parte del nuovo anno. Serve una svolta stabile”, ha detto ancora Siddi, “e ci sara’ solo se nella nuova convenzione la lingua e la cultura sarda saranno ricomprese tra gli obblighi dello Stato verso le minoranze linguistiche nazionali, come il friulano, il tedesco in Alto Adige, il francese in Valle d’Aosta. In tal modo sara’ possibile pensare a una sede di formazione, programmazione e produzione stabile, con garanzie finanziarie dello Stato e con intervento sussidiario – non esclusivo, come si e’ costretti oggi – della Regione, anche con apertura al sistema di settore”.

“E’ una questione di interesse generale, di specificita’ e di autonomia che”, ha spiegato ancora Siddi, “deve avere riconoscimento negli atti istituzionali. Anche per questo e’ impensabile accettare una riorganizzazione della Rai che neghi alla Sardegna la sua specificita’ costituzionale, linguistica e culturale a favore di una macro area – pure ipotizzata da una struttura Rai – in cui accorparla (all’ex regno di Sardegna dei Savoia) sul piano funzionale. Ipotesi – peraltro priva di alcuna efficacia – che non potra’ avere il mio consenso e che la convenzione appena firmata non puo’ che escludere in radice”. “La nuova intesa con la Regione – come ha detto piu’ volte l’assessore Firino – va considerata un passaggio intermedio e di necessita’. Il servizio pubblico per un’isola come la Sardegna, Regione a Statuto Speciale, non e’ un fatto commerciale. Per andare definitivamente oltre, sara’ essenziale il riconoscimento, nella nuova concessione di servizio pubblico tra Stato e Rai, della specificita’ culturale e linguistica e degli obblighi di servizio pubblico verso la Sardegna”, ha concluso Siddi.