29 dicembre 2016 | 17:59

Attenzione vigile del Governo sulla scalata di Vivendi in Mediaset, ma nessun golden power da esercitare, dice Gentiloni alla conferenza stampa di fine anno. Ci sono strutture indipendenti che interverranno in caso lo ritengano opportuno

Conferenza stampa di fine anno per il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, che tra i temi discussi, dalla sicurezza del Paese, agli obiettivi economici del suo governo, passando per la situazione delle banche – in particolare Mps, ha affrontato anche le questioni legate alla scalata di Vivendi nel capitale di Mediaset.

“L’attenzione vigile del governo consiste nel fatto che siamo consapevoli dell’importanza di quel gruppo privato in Italia e che quel gruppo privato opera in un settore particolarmente rilevante”, ha spiegato Gentiloni. “Non ci sono golden power da esercitare semmai ci potrebbero essere in settori legati alla sicurezza nazionale che hanno a che fare con le telecomunicazioni”.

Paolo Gentiloni

“La posizione del governo è vigile dal punto di vista politico non è il governo che ha e vuole attivare strumenti di intervento da questo punto di vista”, ha ribadito. “Esistono in Italia strutture e autorità indipendenti che, se lo riterranno, potranno intervenire”. “Il governo ha diritto e dovere di dire che si tratta di un settore molto importante e che il fatto che questo settore sia oggetto di scalata non ci lascia indifferenti, e’ una valutazione politica, pesa quanto pesano le valutazioni politiche dei governi”, ha concluso.

In apertura di conferenza, sollecitato dall’intervento del presidente dell’Odg Iacopino, che ha tracciato un quadro dei problemi dell’informazione, a partire dal precariato, Gentiloni ha parlato di una sua personale “sensibilità” ai temi del mondo del giornalismo. “Io ho fatto il precario giornalista”, ha ricordato, “ma in tempi diversi in cui, quando poi diventavi professionista, almeno teoricamente si dischiudeva un percorso professionale stabile”. “Oggi il mondo è cambiato, sappiamo quanto la condizione sia più complicata: personalmente sono sensibile al tema della diffamazione, ipersensibile al tema delle minacce all’informazione e affezionato al ruolo dei giornalisti”.

“In un momento in cui va di moda parlare di mondo della post-verità, i mezzi di informazione seri, tradizionali, professionali, ci impediscono l’assuefazione alla post-verita’ che a me ricorda un po’ scenari orwelliani piu’ che scenari di grande sviluppo”.